Pagina:Rivista italiana di numismatica 1895.djvu/180

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172 giuseppe ruggero

trovarsi ridotta al principio di questo secolo a gr. 3,6971. Dall’altra parte il Genovino, emesso intero o nelle sue frazioni per 8 soldi sul principio del XIII, andò sempre aumentando di valutazione, raggiungendo la lira sul principio del XIV, e 3 lire e più al principio del XVI, quando cedette il posto ai diversi scudi d’oro. Ma ricomparve poi leggermente diminuito di peso ma costante nel titolo sotto il nome di Zecchino, il quale a sua volta rincarando, pervenne alla metà del XVIII colla valutazione di L. 13, e più. Egual sorte spettò alle altre monete d’oro, e per lo scudo d’argento basterà dire, che sorto a 4 lire nel XVI, finì a 9 e più nel XVIII.

Fra le altre disposizioni intente a regolare le questioni solite tra le monete e le valutazioni, è curiosa quella del 9 Marzo del 1643 che ordinava la coniazione della lira o sesto di scudo. Notisi che la lira al nuovo tipo della Vergine si coniava digià2, ma qui è evidente l’intenzione di immobilizzare la valuta dello scudo. La nuova lira è differente dalla prima, avendo al dritto la cifra xx sotto la figura intera della Vergine, ed al rovescio rassomiglia alquanto al tipo dello scudo, colla differenza che invece delle stelle ha nei canti della croce le quattro lettere di lira3. Ma dopo 4 anni solamente, troviamo di nuovo cambiato l’impronto della lira, mentre lo scudo ha già aumentato di 10 soldi la valutazione.

  1. Ripeterò qui quanto dichiarai nelle precedenti Annotazioni, per evitare che mi si accusi di dimenticare l’unicuique suum. Per tutto ciò che riguarda le valutazioni, mi attenni al Desimoni, in Appendice al Belgrano, Vita privata dei Genovesi. Genova, 1878.
  2. V. Tavole descr. Genovesi, n. 1581; e forse altri tipi anteriori ancora sconosciuti corrispondenti ai da io e 5 soldi nn. 1560, 1561, 1562, 1571 e 1572.
  3. V. Tavole, n. 1593 e col. osservazioni corrispondenti.