Pagina:Rivista italiana di numismatica 1895.djvu/181

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annotazioni numismatiche genovesi 173

E questo esempio di uno fra tanti falliti tentativi, valga per tutti gli altri.

Ho accennato più sopra alla ragione storica del tipo della presente moneta, cioè dello scudo col motto LIBERTAS, affermato dalla leggenda colla quale si esprime la speranza o la certezza che quella libertà vivrà in eterno. In questa, noi dobbiamo vedere una protesta di reazione contro i numerosi e quasi continui attentati alla libertà genovese, sia nel campo materiale, come in quello puramente di diritto, cioè della presunta dipendenza dall’Impero. Insomma, le cause determinanti questo nuovo ed insolito tipo, sono ancor quelle che determinarono il cambiamento generale del tipo monetale genovese ventisei anni prima.

E qui mi sia lecito aprire una lunga parentesi, circa la vera data dell’applicazione della legge che prescriveva quel cambiamento nel 1637. Le monete da noi conosciute, non ci permettevano fino ad oggi di affermare che l’innovazione si fosse effettuata nello stesso anno. Il Promis, nella sua Memoria sulla zecca di Genova nel 1871, pubblicava la lira del 1641 come la prima moneta del nuovo tipo della Vergine1. I raccoglitori genovesi possedevano invece le monete al nuovo tipo del 1638. All’epoca della compilazione delle Tavole, si credette dunque che solamente in quell’anno si fosse applicata l’innovazione prescritta nell’anno precedente; e pareva tanto più logica questa credenza, avendosi ancora per il detto anno 1638 un quarto di scudo al tipo abolito del castello2. Ma questa supposizione deve cadere in oggi, contro la testimonianza di uno scudo colla Vergine del 1637, appartenente alla stessa collezione del Cav. Gabella.

  1. Dell’origine della zecca di Genova, etc. Torino, a p. 41 in fine n. 51.
  2. V. Tavole, n. 1545.