Pagina:Rivista italiana di numismatica 1895.djvu/477

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la zecca di nasso 461

più di 6000 persone. Fu alleato fedele e costante di Venezia che pila volte lo fornì di navi e di armi. Scoppiata la guerra fra Venezia e Genova, egli si accingeva a recarsi colla sua armata a Venezia, quando i Ghisi ed i Barozzi con 15 navigli invasero i suoi possessi e lo mandarono prigione a Genova.

Nel 1352 si riconciliò coi Ghisi accordando loro in feudo l’isola di Amorgo, e solo nel 1355 potè uscire di prigione essendosi stipulata la pace fra Genovesi e Veneziani, pace che si estendeva al duca dell’Arcipelago ed al re di Aragona.

Morto Giovanni Sanudo, l’unica figlia Fiorenza (1362-1371), maritata con Giovanni dalle Carceri terziere di Negroponte, divenne duchessa di Nasso e dell’Arcipelago. Rimasta vedova, Venezia si oppose al di lei matrimonio con uno che non fosse cittadino veneziano, ed avendo ella resistito, la fece trasportare a Candia prima, poi a Venezia. Sposò allora il cugino Nicolò Sanudo detto Spezzabanda, ma morì nel 1371 lasciando il trono al solo figlio del primo letto Nicolò II delle Carceri padrone di due terzi dell’Eubea; mentre a Maria Sanudo figlia del secondo marito furono date in feudo le isole di Andro e di Antiparo. Nicolò fu assassinato nel 1383 da Franguli, o Francesco Crispo signore di Milo, il quale vantava diritti su Nasso, quale figlio di un’altra Fiorenza figlia di Marco Sanudo, e divenne duca dell’Arcipelago e fondatore di una nuova dinastia che conservò Nasso e le isole sino alla conquista definitiva dei Turchi (1566).

Le monete conosciute della zecca di Nasso sono tutte di uno stesso tipo e di una sola specie, che per le dimensioni e per il peso mostra di essere l’ultima e più piccola frazione dell’unità monetaria. Da un lato hanno la Croce, dall’altro una testa vista di fronte nella quale Lambros credette vedere il ritratto del