Pagina:Rivista italiana di numismatica 1895.djvu/476

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460 nicolò papadopoli

1207 e finì verso il 1227, epoca della sua morte, di cui non si conosce con esattezza la data.

Gli successe il figlio Angelo (1227-1262), che giurò fedeltà a Giovanni di Brienne, poi a Baldovino 2° e, caduto l’impero latino, a Guglielmo di Villehardouin duca di Acaja. Angelo ebbe due figli, il maggiore Marco II (1262- 1303), che aveva passato la sua gioventù nella corte brillante e cavalleresca di Chiarenza, ebbe il ducato, a cui aggiunse la grande isola di Andro, che invano gli fu disputata da Nicolò Querini. Marino secondogenito ebbe Paro ed Antiparo, coprì cariche importanti a Venezia e divenne procuratore di S. Marco.

Guglielmo figlio di Marco II, fu quarto duca di Nasso (1303-1323). Suo figlio Nicolò I (1323-1341), appena salito al trono, si rese all’invito di Giovanni Gravina Duca di Acaja, e mentre si trovava a Chiarenza, per difendere il suo Signore da numerosi nemici, i turchi fecero una funesta apparizione ne’ suoi stati saccheggiandone la capitale.

Le incursioni degli infedeli si ripeterono e questi in pochi anni, condussero in schiavitù più di 15000 cristiani delle isole. Non avendo ajuti nè dagli Angioini nè da Venezia Nicolò fu costretto a gettarsi nelle braccia di Andronio III Paleologo, suo antico nemico. Nel 1332 concluse una tregua coi Turchi e da allora in poi divenne pirata più feroce degli stessi infedeli: costantemente in guerra coi principi vicini, riuscì ad impadronirsi di Santorino e Terasia spogliandone i Barozzi. Questi reclamarono a Venezia, ma Nicolò rifiutò di restituire le sue conquiste e fu posto al bando della Repubblica. Morì senza figli nel 1341, e gli successe il fratello Giovanni (1341-1362), che ebbe pure a subire ripetute invasioni dei turchi, fra cui terribile quella del 1344 in cui, sotto la condotta di un pirata Genovese, saccheggiarono Nasso e condussero in schiavitù