Pagina:Rivista italiana di numismatica 1895.djvu/484

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468 m. mariani

Se non che è facile mi si muova una obiezione. Si dirà: come può essere che il Conte in tutte le sue altre monete ponesse il nome di Carolus, o di Car. Jos., e nel testone in questione ponesse quello di Francesco?

L’obiezione può essere vittoriosamente combattuta con poche osservazioni.

È noto che i signori di Desana si erano dati, forse come pochi altri, alla contraffazione delle monete dei vicini paesi d’Italia e di Francia. Ora anche il testone in questione costituiva una contraffazione di un testone di Francesco II d’Este duca di Modena, che tenne lo Stato dal 1662 al 1694, e lo ha dimostrato il Promis nella citata memoria seconda, perchè " su di esso e raffigurata, come su quello di Modena, la Madonna della Giara di Reggio „. Ora è evidente che a rendere tanto più perfetta e ingannatrice la contraffazione, tornava utilissimo il nome di Francesco, e il Tizzone, il quale nella contraffazione mirava, come pure dimostra il Promis, al grosso guadagno, trovò conveniente di far battere il testone al nome di Francesco, anzichè a quello di Car. Jos., che usò specialmente, perchè più opportuno, nelle contraffazioni dei sesini di Milano battuti al nome di Carlo II, Re di Spagna1.

Un altro argomento poi vi ha che esclude assolutamente possa il testone attribuirsi al Curzio Francesco. È il titolo di Marchese di Roddi (M • ROD •) che nel testone si legge, il quale apparteneva al Carlo Giuseppe Tizzone, perchè la madre sua Costanza Maria Sangiorgio Picco Biandrate costituì, con atto 29 novembre 1649, del feudo di Roddi una primo-

  1. Morel Fatio, nella Revue Numismatique Belge, A. 1865, pag. 111 e Tav. VI, n. 40.