Pagina:Rivista italiana di numismatica 1896.djvu/363

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350 nicolò papadopoli
4. — Mistura, peso grammi 24,37.
   D/ — Busto del Conte giovane corazzato e colla mano sull’impugnatura della spada ANT · MAR · TIT · COM · DEC · PRO · IMPE ·
   R/ — Stemma inquartato con corona come al n. 3 CESARIE · MAIESTATIS · ROMANOROM · IMPERI ◦

Non ho riprodotto il disegno di questo Tallero che è in tutto simile a quello dato da Promis al n. 30 della tav. VIII tranne che nell’iscrizione del diritto. Nel Catalogo Welzl di Wellenhein, tomo II, parte 1, n. 2613 vi è un tallero colle stesse iscrizioni del mio; ma nella descrizione del ritratto del principe esso tiene nella mano destra lo scettro, mentre la sinistra sì appoggia all’impugnatura della spada: Morel-Fatio1, ricordando la varietà del Welzl, teme che il disegno di Promis, tolto da una tariffa di Anversa, sia inesatto; ma io possedo anche il tallero n. 30 che Promis non aveva veduto e che è perfettamente uguale al disegnato fuorché nell’indicazione del valore F 6 che si trova nel poco campo lasciato libero fra lo stemma e l’iscrizione del rovescio. Si può credere che in una zecca del genere di quella di Desana il rovescio nel n. 30 sia stato adoperato anche assieme al diritto del n. 6, che è poi meglio riprodotto da Morel-Fatio, tav. III, n. 30. La differenza più importante fra i due pezzi che tengo nel mio medagliere sta nell’intrinseco, perchè quello con F€, che è uguale al n. 30 di Promis, è di buon argento, mentre quello di cui ho dato prima la descrizione è di lega pessima argentato.

  1. Morel-Fatio, Op. cit., pag, 46.