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| 460 | bernardo morsolin |
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La medaglia si riferisce, non v’ha dubbio, alla fortezza di Palmanova sui confini orientali del Friuli, della quale decretavasi dal Senato l’erezione non nel 1592, come vorrebbe il Zanotto[1], ma nel 1593, secondo che risulta dal millesimo del diritto, e attesta anche il Cicogna[2]. E la leggenda del rovescio ne fa palese, ov’esso fosse ignoto, lo scopo. La fortezza erigevasi cioè come un propugnacolo contro le invasioni de’ Turchi dalla frontiera orientale del Friuli, e col Friuli difendevansi per esso l’Italia e la Cristianità, minacciate, in onta alla fresca vittoria di Lepanto, dalla Mezzaluna. Ma della medaglia non è parola nè nel Zanotto [3], che pure ricorda la costruzione della Cittadella, nè nel Cicogna che pur accenna ad altre medaglie in onore di cittadini benemeriti, che ne sorvegliarono, o diressero i lavori[4].
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Non è facile dire chi fosse l’artefice della medaglia. La natura dell’impronta però e della leggenda trarrebbero, tutto il più, a congetturare ch’essa uscisse da un qualche punzone della zecca di Venezia. E nella zecca potrebbesi ugualmente congetturare s’improntassero due altre medaglie, coniate, durante il principato dello stesso Cicogna, l’una commemorativa della Cattedrale di San Pietro a Castello, l’altra della costruzione de’ grandi Quartieri a Lido, ricordate entrambe dal Zanotto[5], e delle quali conservansi gli esemplari nel Museo Civico di Vicenza. La prima, della dimensione di millimetri