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| 476 | carlo kunz |
In un bando di Milano dell’8 Gennaio 1637, trovansi nominate doppie da due e doppie semplici, ducatoni, mezzi ducatoni e quarti di ducatoni, ongari e ducati d’oro di Maccagno.
Nel catalogo figurato delle monete d’oro del gabinetto imperiale[1] osservansi due ongari di questa zecca[2] ed un ducatone in quello delle monete d’argento dello stesso gabinetto[3].
A Guid’Antonio Zanetti ricorreva probabilmente alla mente la prima di queste opere allorché, scrivendo degli ongari o bragoni battuti nelle zecche d’Italia, notava come anche nella zecca di Maccagno si fosse fabbricata tale sorta di moneta, ma la promessa di trattarne in una delle susseguenti dissertazioni rimase sgraziatamente inadempiuta[4].
Il Carli ch’ebbe sott’occhio il privilegio, col quale l’imperatore Ferdinando II accordava il diritto della zecca al conte Jacopo III Mandelli, omise di riportarlo[5].
A compiere le promesse del Zanetti di una continuazione alle illustrazioni delle zecche d’Italia, attendeva alacremente Giorgio Viani, ma egli pure ne fu impedito da troppo sollecita morte. L’abate Sebastiano Ciampi, il quale dettò le notizie della vita letteraria del Viani[6], rilevò fra i manoscritti da questo lasciati, esservene stato uno che illustrava alcune monete di Maccagno.
In tempo a noi più vicino l’illustre commendatore barone di Koehne contribuì più che altri a divulgare la conoscenza dei prodotti di questa zecca, pubblicando in un sol tratto tre auree monete di essa, che serbavansi nella ricca raccolta del defunto barone Reichel di Pietroburgo[7]. Che se due
- ↑ Monnaies en or qui composent une des différentes parties du Cabinet de S. M. l’Empereur, Vienne, 1759, pag. 259.
- ↑ Vedansi i num. 3 e 4.
- ↑ Catalogne des monnaies en argent qui composent une des différentes parties du Cabinet Impérial, Nouvelle éditon. Vienne, 1769, pag. 468.
- ↑ Nuova Raccolta delle monete e zecche d’Italia, Tomo III, pag. 44.
- ↑ Opere. Edizione di Milano, tomo III, pag. 183.
- ↑ Firenze, 1817.
- ↑ Mémoires de la Société Imperiale et Archeologie de Saint-Petersbourg. Vol. IV, 1850.