Pagina:Rivista italiana di numismatica 1897.djvu/101

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miscellanea numismatica 97


V.


DI QUALCHE MONETA OSSIDIONALE.


Il brano già menzionato di opera inedita sulle monete Franco-Italiche ossidionali, che il chiarissimo signor cav. C. Morbio inseriva nella Rivista della Numismatica, contiene preziose notizie sull’argomento e porge nuova testimonianza della molta erudizione storica dell’autore non meno che del tesoro di monete d’Italia adunato nei suoi medaglieri. Ma, come avviene quasi sempre in lavori di tal fatta, non tutte registrò egli, nelle serie esposte, le monete ossidionali dell’alta Italia e della Dalmazia, e però nutro fiducia che la sua ben nota cortesia non sarà per mancarmi se oso accennare qui alcuna sua omissione.

Fra le monete di Mantova, oltre lo scudo, o piuttosto ducato, che tale lo comprova il suo peso, che offre l’immagine del Santo Andrea, evvi anche il mezzo, simile in tutto a quello, fuorchè nella proporzione di peso e di modulo. Un esemplare di esso conservasi nella raccolta municipale di Mantova, formata per cura di quell’egregio signor conte Francesco Beffa-Negrini. Prototipo di tale ducato di basso argento deve essere stato il consimile di argento fino che nell’esergo del primo lato offre il solo nome della città: mantvæ. E di questo pure esiste la metà, e l’unico esemplare a me noto di così bella e rara moneta serbasi nella cospicua raccolta numismatica che l’egregio signor cav. Nicolò Bottacin munificentemente donava testè alla città di Padova.

Lo stesso posso anche affermare per lo scudo dal mirasole, del quale evvi parimente la metà, che là, dove l’intiero porta iscritto il numero 160, offre invece il numero 80, l’uno e l’altro esprimenti la quantità dei soldi ond’erano composti tali pezzi. Di questo mezzo scudo, che fu già segnalato dal catalogo Reichel, esiste pure un esemplare nella menzionata raccolta padovana, contraddistinto dal millesimo 1629. E poichè tali pezzi sono plasmati di buon argento, e dello