Pagina:Rivista italiana di numismatica 1897.djvu/177

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lo zecchino di porcía l69

Ma per noi la sua personalità ritrae un carattere di particolare interesse dall’aver egli fatto uso del diritto di coniar moneta; quantunque, come altri Principi del suo tempo, per la cussione materiale abbia ricorso senza dubbio all’opera di qualche zecca maggiore, e, più presumibilmente, alla zecca di Vienna; e quantunque si sia limitato di certo a far battere un ristrettissimo numero di esemplari, come lo attesta la straordinaria rarità del suo zecchino.

In virtù di questa coniazione, sia pure scarsissima, sia pure effimera, Annibale Alfonso di Porcía prende posto per un istante nella serie numismatica italiana; spero quindi di non aver forse fatto cosa discara ai lettori della Rivista col richiamare la loro attenzione sulla quasi dimenticata di lui moneta.

Prima di chiudere, mi si permetta di ringraziare i Sigg. March. Carlo Ermes Visconti, Conte D.r Alfonso Porcía, e Antonio Toffoli, che mi furono liberali di notizie e di cortesi schiarimenti.


Milano, giugno 1897.

Solone Ambrosoli.