Pagina:Rivista italiana di numismatica 1897.djvu/236

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228 carlo kunz

dono per gl’impronti i numeri 21 e 17 di questo autore, ma la prima, che più si accosta, sembra essere un testone, ed alla seconda, ch’egli trasse dal Bellini, può farsi competere il nome di grossone, laddove questa nostra, che già al modulo mostra di rappresentare un minor valore, e pesa grammi 2,450, sarà un grosso semplice (Tav. V, n. 8).

Furono indubitatamente lavorate nell’ora smantellato castello di Musso le monete di Gian Giacomo Medici, che se ne rese padrone nell’anno 1523. Pochi anni appresso l’imperatore Carlo V investivalo dei titoli di marchese di Musso e conte di Lecco, con facoltà di battere moneta. Sono tutte pregevoli le di lui monete e di egregio lavoro il testone sul quale è figurata una nave in burrasca col Medeghino che ne ammaina la vela e ne regge il timone.

Oltre al quattrino di questo marchese colla personificazione del fiume Adda, posso affermare il possesso del grosso, probabilmente una delle monete della zecca di Brianxona poste al bando con grida del 1529 dal duca Carlo II di Savoia, che volle far conoscere l’Argelati, ma senza riuscirvi appieno, per cui un nuovo disegno di esso non sarà sgradito (Tav. V, n. 9).


Retegno.


Nell’anno 1654 l’imperatore Ferdinando II eresse questa terra del Lodigiano in baronia imperiale a favore del cardinale Gian Giacomo Teodoro Trivulzio, in compenso del perduto possesso di Mesocco, con facoltà di battervi moneta, e ciò è confermato da un di lui scudo recato dal Litta.

Estinto nell’anno 1678 il ramo di questi Trivulzi col principe Antonio Teodoro, Retegno passò per eredità a Gaetano Gallio di Como, il quale, assunto il nome di Antonio Gaetano Trivulzio, vi fece battere alcune belle monete d’oro e d’argento che sono verosimilmente le ultime uscite da questa zecca, perchè quelle di Antonio Tolomeo, che nell’anno 1708 ottenne dall’imperatore Giuseppe I conferma degli anteriori privilegi, hanno una foggia di fabbrica straniera, come tante altre monete di principi italiani, i quali, particolarmente nella prima metà del secolo XVIII, avendo