Pagina:Rivista italiana di numismatica 1897.djvu/375

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nuovo contributo alla numismatica padovana 361

sfuggire un’assai manifesta diversità, dipendente non dalla sola grandezza, siccome fu notato dal Brunacci1, ma ben anco dal genere della lavorazione.

Alcuni di questi denari infatti, che si mostrano battuti in più volte per i segni diversi dello zecchiere e sono molto sottili e scodellati, sono tali da ricondurci per il loro complesso artistico a quelli più antichi di Ubertino da Carrara, nei quali la valentìa e la finezza dell’artista sono invero encomiabili (tav. n. 6).

Altri invece sono di uno spessore e peso maggiore, piani e mentre manifestano, posti a confronto coi primi, un’arte più rozza, forse perchè battuti in fretta ed in tempi fortunosi per la signoria carrarese, per contro si rivelano più moderni in ispecie per le rosette che stanno accanto alla crocetta del rovescio (tav. n. 7).

Questi ultimi adunque ho creduto, fin da principio, di assegnarh a Francesco Novello, del quale non si conoscevano i denari piccoli, ma soltanto i documenti che ad essi si riferivano; quelli al primo Francesco.

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Fatte queste brevi note sulla numismatica padovana, m’interessa mettere alla conoscenza degli studiosi una moneta di Francesco II da Carrara, della quale, per quanto mi consta, non esiste che un disegno, trovato fra le carte di famiglia.

Detto disegno, finemente eseguito dal defunto mio zio Pietro Rizzoli2, ci dà l’impronta di un Carrarino da due soldi, avente da un lato: la figura

  1. Zanetti, Op. cit., Vol. III.
  2. Mi è sommamente grato ricordare il detto mio zio, appassionatissimo cultore della scienza delle monete, che imprese a raccogliere ed illustrare. Quale studente della facoltà di Matematica in questa R. Università, nel 1848 si arruolò nel Corpo Franco Universitario e fece le campagne di Vicenza, Treviso, Brondolo e Venezia. Morì di anni 22 il 14 dicembre 1851 per infezione malarica, presa durante l’assedio di Venezia.