Pagina:Rivista italiana di numismatica 1897.djvu/376

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362 luigi rizzoli

di S. Antonio in piedi, con un ramoscello di gigli in una mano e il vangelo nell’altra, ed ai lati del santo ·V· — ·N·, all’intorno: ° SANTVS ° ANTONI °; dall’altro: il carro fra le lettere F ed · I °, ed all’intorno: · FRANCISCI · DE · CARARIA · (tav. n. 8).

Che tale moneta abbia esistito realmente e sia quindi andata a far parte di una qualche collezione numismatica, anzitutto lo prova il n. 1174 preceduto dalle lettere P. R. M., che si trova nell’angolo inferiore destro del cartoncino, sul quale è tracciato il disegno.

Sia il numero, che le lettere, attestano che quel disegno venne tratto indubbiamente da un catalogo di monete, nel quale la nostra aveva per l’appunto il n. 1174.

Nell’impossibilità di accertare tale cosa, mi rivolgo fin d’ora alla cortesia ed erudizione dei numismatici per avere schiarimenti, atti a togliere ogni dubbio sulla esistenza del detto carrarino.

Altre considerazioni poi, oltre le suaccennate, mi inducono ad ammettere la coniazione di questa moneta, malgrado sia, come già dissi, irreperibile.

Molte delle monete battute dai Principi da Carrara sono andate totalmente perdute, molte invece sono ridotte ad un numero così esiguo, da occupare, ben a ragione, un posto assai onorevole in quelle fortunate collezioni, che di esse trovansi in possesso. Per esempio del ducato d’oro di Francesco il Vecchio, oggi tanto ricercato, credo che soltanto tre esemplari si conoscano, dei quali uno presso il gabinetto numismatico di Vienna, un secondo in Padova presso il Museo Bottacin, un terzo presso la nobile famiglia padovana dei Papafava1.


  1. A proposito della rarità di questa moneta, il Kunz riferisce che era peregrina fino dal tempo in cai fu battuta o poco dopo. Aggiunge ancora che, nella interessante tariffa del secolo XV, pubblicata dal dottissimo F. Ganurrini, si legge: " Fiorini di Padova con l’arme del Signore da un lato e dall’altro un Santo, trovansene pochi. „