Pagina:Rivista italiana di numismatica 1897.djvu/471

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la zecca di bologna 447

dantemente la parte di queste prime monetazioni, per quanto sotto un aspetto diverso dal nostro.

Avverte egli che a proposito di questo terzo sistema, definito espressamente nel 1269, vi si nota una novità, che il titolo delle nostre monete viene ragguagliato alla lega dei grossi veneziani, e prima di descriverlo egli rammenta un episodio che spiega questa innovazione, riferito e documentato dal Savioli, narrato anche dallo Zanetti, e che noi riassumeremo.

Bisogna risalire al 1262, in cui venne per la prima volta podestà a Bologna Andrea Zeno veneziano. Già da qualche anno negli Statuti bolognesi esisteva una rubrica " De moneta facienda «ma nel 1262 la rubrica fu mutata: «Quod potestas teneatur dare operam quod moneta grossa batetur» e vi si aggiunse questo periodo, sfuggito al Savioli e allo Zanetti: «Addimus huic statuto quod medalie menute ques sint medalie valimenti medietatis unius denarii parvi battantur, et etiam bononini grossi aurei, qui sint quilibet bononinus aureus valimenti XX soldorum bononinorum et hec omnia sint precisa et precise debeant observari per Potestatem et ançianos et consules, et si aliquis ançianus sive consul poneret ad conscilium populi quod hoc fieri non deberet, vel concionaretur in conscilio comunis Bononie quod predicta non fierent vel quod differetur, condempnetur per potestatem quilibet ançianus sive consul in XXV libris bononinorum et have condempnationem Potestas precise facere teneatur jnfra XV dies postquam contra hoc factum fuerit vel dictum. „ Ma per allora non se ne fece nulla, cosicché, tornato due anni dopo Andrea Zeno podestà a Bologna, riprese l’idea di quella coniazione. Chiamò da Venezia un Guido Megano (non " Megatio „ come lesse il Savioli) coi fratelli Damiano e Pietro e creatolo zecchiere, con contratto 24 aprile 1264, gli impose una complicata