Pagina:Rivista italiana di numismatica 1898.djvu/71

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ancora sui titoli di teoderico 69


Nel prendere ad esame i vari titoli suesposti, parmi necessario aver sempre presente l’aggettivo PIVS che precede la parola PRINCIS, onde vedere, se bene può unirsi con questa o con quella interpretazione delle due ultime lettere.

1) E per cominciare dalla prima delle suaccennate ipotesi: Princeps juventutis senatus, ammetto volentieri collo Stückelberg la poca o ninna verosimiglianza di questa interpretazione; poiché detta combinazione così come è posta qui, non si dà mai; e rarissima pure occorre colla congiunzione et: juventutis et senatus. Quanto alla diversa accezione della formula: Princeps iuventutis secondo i diversi tempi, premetto che Princeps iuventutis sub libera civitate fuit juvenis primus inter aequales.... sub imperatoribus haesit hoc nomen honoris causa eorum filiis (Forcellini ad voc. princeps)1. Sotto l’impero adunque avea questo titolo il designato successore al trono, come si trova sulle monete fino al tempo di Graziano2, circa un secolo e mezzo prima di Teoderico. Che poi Giuliano Apostata abbia conservato questo titolo dopo che fu nominato imperatore (come osserva lo Stückelberg dietro il Dessau Inscrip. N. 751), è, a mio giudizio, cosa assai più comprensibile sia per la giovane età dell’imperatore, (che nato nel 331, salì il trono nel 361), sia ancora perchè non ebbe che a conservare un titolo, che già aveva — mentre è

  1. Vedi anche Bazzarini, Voc. univ. lat.-it. Princeps iuventutis dicevasi nella repubblica il primo dell’ordine equestre ed il più ragguardevole per ogni conto, il quale non era giunto ancora ad occupar quella carica (Liv. XLII, 61).
        Principes iuventutis sotto gli imperatori erano gli eredi del trono (Tac. Ann. I, 3).
        Princeps senatus dicevasi quel senatore, che dopo i magistrati era il primo ad essere interrogato della sua opinione (Liv. XXXIV, 44).
  2. Gnecchi, Monete Romane, pag. 129.