Pagina:Rivista italiana di numismatica 1898.djvu/80

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78 francesco malaguzzi

in ragione di lire 3 e soldi 10 l’uno, nonchè grossoni o gabellotti in ragione di 130 per ogni libbra d’argento equivalenti a giulii 811. Furon poi battuti dei giulii da soldi 7, come si rileva da un bando, ma furono ritirati dalla circolazione perchè di non giusto peso.

I prodotti del Francia sono realmente bellissimi. Sopratutto le monete d’oro e d’argento, i ducati e i giulii, rappresentano le migliori cose della zecca bolognese. La testa rubiconda e caratteristica di papa Giulio vi è riprodotta con finezza grandissima: le occhiaie vi sono profondamente scolpite, la bocca è tagliata rudemente (come nel bel medaglione col ritratto e le parole Julius ligur papa secundus MCCCCCVI)2. Nel rovescio il S. Petronio seduto è bello e maestosamente modellato: le pieghe sono parche, ben disposte: ai lati, a guisa di bracciuoli della sedia vescovile salgono due fregi a forma di S con foglioline, terminanti con due rosettine, che rivelano, come il sottile giro di perline e i piccoli dettagli sparsi qua e là, l’amorosa diligenza dell’orefice.

Incominciò in quel tempo l’ufficio stabile e spesso a vita del celator o incisore dei conii presso l’officina monetaria. Veniva assegnato dal Comune ad incisori di grido e pratici del difficile lavoro della fabbricazione dei punzoni. Gli appaltatori dovevano quindi assoggettarsi alla volontà del Comune, che sceglieva gl’incisori. Solamente quando il locatario sapeva fabbricarsi da sè i conii egli riuniva le due qualità, realizzando un’economia notevole pel Comune. Se la scelta del maestro dei conii, che sorvegliava anche la fabbricazione delle monete, aveva

  1. Partiti, 10, 12 e 29 novembre 1508. Voi.. XIII, e. 152, 153, 155.
  2. È tale la somiglianza tra questo medaglione e le monete di due anni dopo col ritratto del papa, che non esitiamo ad attribuirlo al Francia, che lo presentò forse in occasione dell’ingresso di Giulio II a Bologna appunto nel 1506.