Pagina:Roma Antica 4.djvu/68

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56 L E T T E R A

EX. AEDICVLA. AVGVSTORUM.
OP. DOL. EX. FIG. C. PANIENSI
HERMETIANI. ET. VRBICI.


E benchè in essa, come in molte altre si vegga scritto EX. FIG., e non EX. F. questa diversità di ortografia non è cosa nuova nelle iscrizioni antiche, nelle quali si trova scritto C. per COL. A. per AED. Ædilis, S. per SER, Servus, ed altre simili: e forse in un altra iscrizione, che pure nella raccolta del Grutero, cavata da un mattone della stessa sorte

EX. FIG, SEX. AT. SILV. F. VI.


la F, vuol dire Figulina; così ancora l’OPVS DOLIARE che in questo è scritto.

OP. DOLI.


nell’iscrizione sopracitata è scritto OP. DOL., e più distesamente in un altro mattone, che è appresso di me, nel quale si legge:

OPVS. DOLIAR. L. BRVTIDI
AVGVSTALIS


Per maggior intelligenza poi della parola Canonis, è da avvertirsi, che i Popoli soggetti all’Imperio Romano diversamente, e con varie sorti di tributi riconoscevano quel dominio, che allora terminavasi con gl’istessi confini del mondo. I Lepitani popoli di Mauritania pagavano il lor tributo in olio. I Francesi, e gli Spagnuoli in Cavalli. Quei di Basilicata in Porci: quelli della Calabria inferiore in Buoi; e ciò che fa maggiormente al proposito nostro gli Umbri, i Marchigiani, e quelli della Terra di Lavoro erano obbligati a provvedere in Roma tre mila carrettate di calcina; e i Toscani novecento ottanta, siccome si ha nel libro terzo del Codice Teodosiano al titolo de calcis coct. ed è stato osservato dal Panzirolo nella notizia dell’uno, e l’altro imperio. Dall’altra parte la voce Canon appresso gli Scrittori della storia Augusta suona una certa quantità di qualsisia cosa, benché propriamente dai medesimi autori ella si usasse per ispiegare la quantità del grano, che era necessario al mantenimento di Roma per uno, o più anni, e fra gli altri titoli del Codice Teodosiano sopra mentovato vi è il 15 de Canone frumentario Urbis Romæ. Così Sparziano nella vita di Severo Rei frumentariæ quam minimam reliquerat, ita consulit, ut excedens vita