Pagina:Rubagotti-bovio-giordanobruno.djvu/32

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nostro essere conforme nella materia agli altri mondi, ugualmente abitati d’uomini e d’animali; e il moto della terra intorno al sole essere verità che ha svelato molti secreti della natura; non esservi ottava sfera o cielo delle stelle fisse, nè quei corpi essere equidistanti dal mezzo, tutti muoversi senza eccezione: e il moto procedere necessariamente da un principio interno, come da propria natura ed anima; ogni moto naturale accostarsi al circolare, la terra ed altri simili corpi muoversi con più differenze di moto, la terra e la luna avvicendarsi la luce, la terra non essere esattamente sferica, il sole e i pianeti avere il proprio centro, e le comete essere pianeti.

Tale uguaglianza della terra e del cielo servì di fondamento al suo sistema filosofico. In sua mente l’Universo e Dio sono uno. - Aristotele, ei scrive, mai non si stanca di dividere con la ragione ciò che è indiviso secondo la natura e la verità. Bruno all’incontro, mira all’identificazione del subbietto e dell’obbietto, del metodo logico e del suo oggetto e contenuto; mira a creare una dialettica che determini l’unità nei contrarii, e i contrarii nell’unità; o in altri termini, tenta una teorica dell’assoluto, nella quale si concilino il finito e l’infinito, il reale e l’ideale.

Dio, in sentenza di lui, è primo principio e prima causa. Principio e causa in Dio sono la medesima cosa con diverso modo di manifestazione. Invece principio e causa nella natura esteriore significano diverse cose con diversi modi di manifestazione.

Altro è principio, altro è causa. Principio è ciò che intrinsecamente concorre alla costituzione della cosa e rimane indipendente e separata dall’effetto.

Come principio, e come causa Dio è l’anima del mondo. Questo intelletto è artefice del mondo, perchè