Pagina:Rubagotti-bovio-giordanobruno.djvu/53

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cui nome rimarrà nella storia macchiato d’obbrobrio, dopo aver maturato parecchi mesi il suo infame progetto, il 23 maggio 1592, scriveva al padre Inquisitore di Venezia una lunga lettera accusando di eresia il suo maestro.

Riproduciamo qui per intero, togliendolo dal pregiato libro di D. Berti, questo capolavoro di menzogna e delazione.



Giovanni Mocenigo denunzia GIORDANO BRUNO al padre Inquisitore di Venezia.

23 maggio 1592.

«Molto Reverendo Padre

et signore mio osservantissimo,»


» Io Zuane Mocenigo, fò del Chiarissimo Messer Marcantonio, dinuntio a V. Paternità Molto Reverenda, per obligo della mia conscientia, et per ordine del mio confessor, haver sentito a dire a Giordano Bruno Nolano, alcune volte che ha raggionato meco in casa mia, che è biastemia grande quella de cattolici il dire che il Pane si transustantii in carne; che lui è nemico della Messa; che niuna religione gli piace; che Christo fu un tristo, et che se faceva opere triste di sedur populi, poteva molto ben predire di dover essere impicato; che non vi è distintioni in Dio di persone et che quello sarebbe