Pagina:Rusconi - Teatro completo di Shakspeare, 1858, I-II.djvu/154

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

atto quarto 143

minciava. Deh! mai più non sorga discordia fra noi; mai più, Bruto.

Br. Va, non temere; essa fa l’ultima, tel giuro.

Cass. Addio, Bruto.

Br. Addio, fratello.

Tit e Mess. Addio, signore.

Br. Amici tutti, addio. (escono Cassio, Titinio e Messala; rientra Lucio colla tunica).

Br. Dammi quella veste. Ove ponesti la lira?

Luc. Qui nella tenda.

Br. Con fioca voce rispondi? Va, non te ne fo carico, mio fidato famiglio; le lunghe vigilie assopirono il tuo antico vigore. Chiama Claudio e qualche altro de’ miei; e dormano tutti per questa notte nella mia tenda.

Luc. Varrone, Claudio... (entrano i chiamati da Lucio)

Varr. Chiamaste, signore?

Br. Ve ne prego, amici, vogliate dormir per questa notte nella mia tenda: esser puote che d’impiegarvi m’occorra per qualche negozio.

Varr. Permetteteci, signore, di vegliare in attenzione de’ vostri comandi.

Br. No, noi consento: dormite; e all’uopo risveglierovvi. Vedi Lucio: ecco quel libro che tanto cercai; e’ stava nella mia tunica.

Luc. Era sicuro che nol mi avevate dato.

Br. Accagionane la mia debole memoria, e non darmene carico, buon famiglio. Ma puoi tener gli occhi aperti anche per un istante e suonare con la tua lira?

Luc. Sì, mio signore, se questo sa recarvi diletto.

Br. Oh! non dubitarne, amico; e obblia setroppo ti comando.

Luc. È mio dovere obbedirvi.

Br. Ma non sin dove le forze non tel consentono: so che la giovinezza ha bisogno di riposo. Ma va, Lucio: se vivo, sarò un buon signore per te. (Lucio suona un’aria malinconica) Il tuo concento, mio caro giovine, è quello d’uomo stanco... (Lucio insensibilmente inchina il capo e s’addorme) Oh sonno omicida! la tua clava di piombo abbattè dunque il mio fido...? Virtuoso garzone, dormi... lieto dormi; non io ti sveglierò. Ma se cadi fra il sonno, frangerai la lira: io salverolla (gliela toglie); e dormi ora benedetto. S’inganni intanto la notte colla usata lettura. (s’asside, e legge; tutti gli altri dormono profondamente; appare lo spettro di Cesare.

Br. Perchè diventa sì fosco il chiarore di questa lampada...?