Pagina:Rusconi - Teatro completo di Shakspeare, 1858, I-II.djvu/187

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176 giulietta e romeo


Giul. Oimè!

Rom. Favella! Oh! parla di nuovo, bell’angelo, parla un’altra volta. Nell’altezza in cui ti discerno, tu mi appari raggiante come un celeste messaggiero, che agli occhi de’ genuflessi mortali sfolgora un istante, e scompare.

Giul. Romeo! Romeo! perchè sei tu Romeo? Disconosci tuo padre; rinnega il tuo nome; o, se meglio l’ami, giura d’essermi amante, e cesserò d’appartenere ai Capuleti.

Rom. (a parte) L’udrò io ancora, o risponderò a queste parole?

Giul. Non v’ha che il tuo nome che mi sia nemico; e cessando d’esser de’ Montecchi, non a te rinunzieresti. Or che è un nome per te? Il fiore che chiamiam rosa, con ogni altro nome rosa pure sarebbe, e con profumi egualmente eletti empirebbe le aure. Or tu, Romeo, rinunziando al tuo nome, non meno conserveresti le doti che m’han presa di te. Oh! abbandona dunque tal nome che non fa parte dell’esser tuo, ed abbine in ricompensa tutta me stessa.

Rom. Ubbidisco al tuo detto; mi sia nuovo battesimo l’Amore; chiamami tuo amante; io non sono più Romeo.

Giul. Che ascolto! Chi sei tu, che nascosto fra le tenebre spii i miei segreti?

Rom. Non ho nome, mio bell’angelo, per dirti chi io mi sia; abborro il mio nome perchè è odiato da te.

Giul. Questa voce m’è nuova ancora; ma pur la riconosco. Oh! di’, non sei tu Romeo, della stirpe dei Montecchi?

Rom. Nol sono, amore, se essendolo ti dispiaccio.

Giul. Oh! come entrasti tu qui? ed a qual fine? I muri che circondano questo giardino sono ardui, e pressoché inaccessibili; e il luogo in cui stai ti sarà tomba, se alcuno de’ miei ti sorprende.

Rom. Coll’ali dell’Amore valicai l’altezza di que’ muri, che barriera non v’ha al prepotente Amore: tutto che Amor può tentare, Amor l’osa; onde a’ tuoi non ebbi riguardo allorché qui venni.

Giul. Ma se qui ti colgono, ti uccideranno sotto i miei occhi.

Rom. Oimè! ben più gravi pericoli vi sono per me in que’ tuoi occhi, che in tutte le armi che lo sdegno potesse far loro impugnare. Addolcisci gli sguardi tuoi, e sarò invulnerabile per loro.

Giul. Oh! per tutto il mondo non vorrei che quivi ti vedessero.

Rom. Avvolgerommi nel mio mantello, per sottrarmi a’ loro sguardi; ma se tu non puoi amarmi, mi sarà grato che qui mi ritrovino. Ben più dolce mi sarebbe il terminare la vita sotto i loro colpi, che il protrarla diserta d’ogni consolazione.