Pagina:Rusconi - Teatro completo di Shakspeare, 1858, I-II.djvu/260

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atto secondo 249

potreste essere... l’opportunità è eloquente; i miei spiriti esaltati veggono discendere sul vostro capo una corona.

Seb. Chi siete voi desto?

Ant. Non m’udiste parlare?

Seb. Udii; ma i vostri discorsi erano d’uomo che dorme: fra il sonno parlavate; e quali erano le vostre parole! Strana cosa e l’assistere a tale un sonnambulismo.

Ant. Nobile signore, tu lasci dormir la tua fortuna; fa ch’ella muoia piuttosto: e tu, che vegli, chiudi gli occhi, e rifiuta di vederla.

Seb. Tu parli fra il sonno; ma nel tuo sonno è un alto senso.

Ant. Parlo con miglior senno che aver non ne soglia; e, se ben m’ascolti, intender devi a grandi cose. Odimi, e tu sali all’apice della grandezza.

Seb. Sia pure; sarò per poco acqua stagnante.

Ant. Ma io t’aprirò la via, per cui tu possa fluire.

Seb. Sia; dacchè la pigrizia nativa mi rende sempre inerte.

Ant. Oh se voleste confessar di quanto sorriso v’è largo questo disegno di cui vi fate beffe, e come schernendolo ei vi s’addentri nell’anima! Sovente infatti i caratteri deboli e ondeggianti sprofondano vieppiù in un’impresa per l’effetto stesso del loro timore, e per il peso della loro indolenza.

Seb. In mercè, spiegati. Il tuo occhio fiso e il tuo volto animato annunziano un divisamento che l’anima tua arde di palesare.

Ant. Ascoltalo. Sebbene costui, la cui memoria è sì breve, e che ugualmente breve lascerà di sè ricordanza posto che sia sotterra, ottenuto abbia quasi il suo intento nell’indurre il re a credere che suo figlio vive ancora, è pure tanto impossibile che quel figlio respiri, quanto lo è che costui nuoti ora in alto mare.

Seb. Io non nutro la più lieve speranza intorno alla vita di Ferdinando.

Ant. Ma questo difetto di speranza di quanto bell’avvenire non viene fecondo per voi? Disperar da questo lato è nutrir d’altra parte sì liete lusinghe che l’occhio stesso dell’ambizione resta abbagliato da quella lucida meta, e dubita della realità di ciò che discerne. Piacevi convenir meco nella sentenza che Ferdinando annegò?

Seb. Piacemi.

Ant. Ora chiaritemi qual sia l’erede di Napoli?

Seb. Claribel.

Ant. La regina di Tunisi? Donna che abita in lidi sì remoti da