Pagina:Rusconi - Teatro completo di Shakspeare, 1858, I-II.djvu/364

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atto quarto 353


Desd. «Io gli gridai: Mio amore, perchè mi obblii? Ma, ohi qual fu allora la sua crudele risposta?».

«Il salice, il salice pianse al mio dolore: sciogliete al salice un inno riconoscente».

«Segui l’esempio mio, mi rispose quel crudele; e se più donne io vagheggio, tu fatti corona di molti amatori».

Ora vattene; buona notte. Gli occhi mi pungono; sarebbe questo un presagio di pianto!

Emil. Nessun presagio.

Desd. L’aveva inteso dire. Oh gli uomini!.... In coscienza, eredi tu, Emilia, che vi siano donne capaci d’ingannare così vilmente i loro mariti?

Emil. Ve ne sono, non v’ha dubbio.

Desd. Ma commetteresti tu tale azione, se fosse anche per tutto il mondo?

Emil. Oh! non la commettereste voi?

Desd. No; a questa luce di cielo l’attesto.

Emil. Né io pure la commetterei a questa luce di cielo; ma lo potrei fare nella oscurità della notte.

Desd. Oh! per tutto il mondo commetteresti tale azione?

Emil. Il mondo è immensamente vasto; e sarebbe un prezzo ben grande per sì lieve fallo.

Desd. In verità, credo che nel vorresti.

Emil. In fede, penso che lo dovrei; né appresso ne vorrei rammarico. Una tal cosa non la farei certamente né per un anello, nè per una veste, né per simili altre frasche; ma pel mondo... per l’intero mondo!...

Desd. Obbrobrio a me, se anche per l’intero mondo potessi indurmi a compiere tanto delitto!

Emil. Il delitto sarebbe delitto del mondo; ed avendo voi il mondo in premio della vostra opera, la creduta colpa, in un mondo che vi apparterrebbe, potrebbe da voi essere mutata in azione virtuosa.

Desd. No, no! non credo che una tal donna potesse esistere.

Emil. Ve ne sono migliaia, e quasi altrettante quante ne produce questo globo che loro dareste in prezzo: ma credo che la colpa sia degli uomini, se le donne soccombono. Sovente essi negligono i loro doveri, versano a larga mano i nostri tesori in seno ad altre femmine, ne martorano con accessi di gelosia, ne opprimono di catene... Ah! ma in noi pure è una parte di fele; e se possediamo vezzi, possediamo anche un cuore suscettivo di risentimento. Sappiano i mariti, che le loro donne sono sensibili