Pagina:Rusconi - Teatro completo di Shakspeare, 1858, I-II.djvu/407

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di cui sembrano; vani intercessori d’inutili e profani desiderii e null’altro; e sebben vestano le apparenze e assumano il linguaggio più puro e santo, questo non fanno che per meglio ingannare. Per concludere e dichiararvi il mio pensiero intero, non vo’ che all’avvenire abusiate più di alcun momento d’ozio per isperderlo a prodigar parole e a intrattenervi col principe. Pensate a ciò, che espressamente ve l’impongo; ora rientrate.

Of. Obbedirò, signore.                                   (escono)

SCENA IV.

La piattaforma.

Entrano Amleto, Orazio e Marcello.

Am. L’aria punge aspramente; è assai freddo.

Or. È vero; la brezza è acuta e penetrante.

Am. Che ora è?

Or. Non ancor mezzanotte.

Mar. Oh è suonata.

Or. Non l’ho intesa. In breve dunque sarà l’ora in cui l’ombra suol apparire (s’odono al di dentro squilli di tromba e una salva d’artiglieria). Che significa ciò, signore?

Am. Il re passa la notte in orgie, e a ciò accennano questi strumenti; ogni volta ch’ei tracanna flutti di Reno, i timballi e le trombe suonano ed acclamano la rigogliosa salute di Sua Maestà.

Or. È tale il costume?

Am. Sì, in verità, è tale; ma, secondo me, quantunque nato io sia in questo paese ed educato fra le sue usanze, è questo un costume che sarebbe più onorevole di infrangere che di seguire. Codesta crapula che abbrutisce l’uomo, ci fa notare e disprezzare dalle altre nazioni, dall’oriente all’occidente, che ne tassano di scostumatezza e ne assomigliano a maiali. Un tal rimprovero scema il pregio delle nostre virtù, per quanto grandi siano, e oscura lo splendore del nostro nome. È ciò che accade anche agli uomini, che per qualche vizio, per qualche macchia in essi naturale, come quella della nascita di cui non si può far loro un debito, avvegnachè la nascita sceglier non possa la propria origine; per qualche difetto sopravvenuto col tempo nel loro carattere, e che forzato avrà i limiti della ragione, o per qualche abito che s’allontana di troppo dalla forma ricevuta degli antichi costumi; perchè portano l’impronta d’un vizio unico contratto fin dal loro nascere, o impresso come segno accidentale dalla for-