Pagina:Rusconi - Teatro completo di Shakspeare, 1858, I-II.djvu/72

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atto terzo 61

larvi, aspettando in silenzio l’arrivo di Banquo e di suo figlio. Costui, che m’è nocivo non meno del padre, dovrete ugualmente sprigionare da questo mondo. Accordatevi intanto, che fra poco verrò a darvi le necessarie istruzioni.

I due Satelliti. Siam già pronti a riceverle, signore; comandateci liberamente,

Macbeth. Fra poco vi rivedrò: non uscite per ora dal palazzo.

(i due Satelliti s’allontanano)

Tutto è deciso! — Banquo, fra pochi istanti per te comincia l’eternità.                                    (esce)

SCENA II.


Altra stanza.


Lady Macbeth e un Uffiziale.


Lady Macb. Banquo è uscito di corte?

Uffiziale. Sì, milady; ma prima di notte ritornerà.

Lady Macb. Avvertite il re, che muterei volentieri con lui alcune parole.                                    (l’Uffiziale esce)

Lady Macb. Opera vana, sconsigliato desiderio è l’intendere a cosa che ottenuta non ti appaga: il destino della tua vittima è più lieto del tuo, se, uccisa che l’abbi, non ti rimane che una gioia torbida e sconsacrata, (entra Macbeth) Oh sposo mio, perchè ora mi sfuggi? Perchè passar così nella solitudine le ore, non volendo a compagne che le immagini più funeste, e profondato sempre ne’ foschi pensieri, che sepolti giacer dovrebbero con chi ne è l’oggetto? All’irrevocabile, è inutil cosa pensare; il fatto non muta.

Macbeth. Schiacciammo il serpente, ma senza ucciderlo, donna; e, ov’ei rinvenga dall’inutile colpo, ci abbatterà. Ma crollino prima entrambi i mondi, vada sconvolta e maladetta prima tutta la natura, piuttostochè continuare una tal vita, cruciata sempre dai sospetti, fatta orrida ogni notte di sanguinose visioni. Ah quanto meglio per noi fora l’esser nel sepolcro coll’estinto....! Duncano dopo le tempeste della vita, dorme alfine beato, nè più paventa i veleni, i pugnali, le cospirazioni domestiche, e, più che ogni altro, i rimorsi d’una implacabile coscienza....!

Lady Macb. Stoglietevi a tai pensieri, mio buon signore; rendete più mite l’espressione dei vostri occhi; apprestatevi a ricevere con volto gioviale gli ospiti della nostra festa.

Macbeth. Lo tenterò almeno, amor mio; e a ciò fare voi pure esorto caldamente. Vegliate sopratutto su Banquo; affascinatelo