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352 IL RE ENRICO V


Pist. Sì, a tagliargli la gola, in fede, e tosto; a meno che non mi dia buoni e belli scudi.

Sol. O je vous supplie pour l’amour de Dieu de me pardonner. Je suis gentilhomme de bonne maison: garden ma vie, et je vous dannerai deux cents escus.

Pist. Che cosa dice?

Gar. Ei vi prega di salvargli la vita: dice che è un gentiluomo di buona casa; e pel suo riscatto vi offre duecento corone.

Pist. Digli che il mio furore si calmerà, e che prenderò le corone.

Sol. Petit monsieur, que dit-il?

Garz. Encore qu’il est contre son jurement de pardonner aucun prisonnier: néanmoins pour les escus que vous lui avee promis il est content de vous donner la liberté, le franchisement.

Sol. Sur mes genoux je vous donne mille remercimens; et je m’estime heureux que je suis tombé entre les mains d’un chevalier, je pense, le plus brave, vaillant et très-distingué seigneur d’Angleterre.

Pist. Spiegami quello che ha detto, garzone.

Gar. Ei vi ringrazia inginocchiato le mille volte; e si stima felice d’essere caduto nelle mani (siccome ei stesso crede) del più valente e generoso signore d’Inghilterra.

Pist. Come è vero che respiro voglio essere clemente. — Seguimi, cane. (esce)

Gar. Suives vous le grand capitaine. (esce il Sold. francese) Non mai udii voce più sonora escire da cuore più vuoto: ma il detto è vero: i vasi inani fanno il maggior romore. Bardolfo e Nym aveano cento volte più coraggio di questo ruggente diavolo che, come quello delle nostre antiche pantomime, si forbisce le unghie con un pugnale di legno. Ognuno può farne altrettanto. Nondimeno coloro son già da un pezzo appiccati, e questo, che gli dovrebbe tener compagnia, strepita ancora. Andrò nel campo per attendere alle bagaglio che di poco arricchiranno i Francesi, quand’anche ce le rapissero. (esce)

SCENA V.

Un’altra parte del campo. — Allarme.

Entrano il Delfino, Orléans, Borbone, il Contestabile, Rambures ed altri.

Cont. O diable?

Orl. O seigneur! — Le jour est perdu, tout est per perau!