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370 IL RE ENRICO VIII


Cat. No? non vedeste pur mo una schiera di eletti spiriti che m’invitavano ad un banchetto, e i cui splendidi volti irraggiavano su di me come altrettanti soli? Essi mi promisero l’eterna felicità, e mi presentarono corone, Griffith, che io sono indegna di portare: ma degna me ne renderò sicuramente.

Griff. Sono lieto, signora, che tali sogni allegrino la vostra fantasia.

Cat. Fate cessar la musica; essa mi è divenuta incresciosa.

(la musica cessa)

Fot. (a Griff.) Osservate, osservate qual subitanea alterazione è seguita nel di lei volto! come è divenuta pallida! come abbattuti sono i suoi occhi!

Griff. Ella sta per lasciarci, fanciulla; preghiamo, preghiamo!

Paz. Il Cielo la consoli! (entra un Messaggiere)

Mess. Col permesso di Vostra Grazia...

Cat. Voi siete ben ardito: non meritiamo noi maggior rispetto?

Griff. Siete biasimevole, comportandovi con così poca urbanità dinanzi a lei, e sapendo che ella non vuol rinunciare ad alcuna delle sue antiche prerogative. Inginocchiatevi.

Mess. Imploro umilmente il perdono di Vostra Altezza; fu la fretta di recarvi il mio messaggio che mi fece incorrere in tale mancanza. Voleva annunziarvi l’arrivo di un gentiluomo, che viene a vedervi per commissione del re.

Cat. Fatelo entrare, Grìffith: e che io non vegga mai più rimedio, se questo amministratomi a tempo non mi avrebbe guarita: ma ora non mi rimangono altre consolazioni che le preghiere. (finirà un gentiluomo) Come sta Sua Altezza?

Gen. In ottima salute, signora.

Cat. Così ei sempre stia, e sempre fiorisca, allorchè io abiterò coi vermi, e il mio povero nome sarà bandito da questo mondo! — Fanciulla, quella lettera ch’io vi dissi di scrivere, l’avete spedita?

Paz. No, signora. (dandogliela)

Cat. Signore, io vi prego umilmente di volerla dare al mio re.

Gen. Volentieri lo farò, signora.

Cat. In questa lettera io ho raccomandato alla sua bontà la immagine e il frutto de’ nostri cari amori, la sua giovine figlia (la rugiada del cielo cada convertendosi in benedizioni sul capo di lei!), supplicandolo di darle un’educazione virtuosa, perocchè ella è piena di egregie doti, e credo che a bene riuscirà. Gli ho raccomandato di amarla un poco in contemplazione di sua madre che ha amato lui, il Cielo lo sa! con tanta tenerezza! La mia