Pagina:S. Benedetto al Parlamento nazionale (Tosti).djvu/15

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diata aspirazione al cielo, ma una laboriosa realizzazione di Dio sulla terra; è il santo lavorio della abnegazione per fede, della civiltà per ragione. Nelle mani del Cristo mediatore è il plasma della creazione dell’uomo del cielo e dell’uomo della terra; della Chiesa e della civile compagnia cristiana. Quella fu morale individuo che sorse in virum perfectum nell’assoluto della fede; questa fu morale individuo, che nacque perfettibile; crebbe e procede ancora nelle relazioni del tempo e nella contingente virtù della nostra ragione. Per la qual cosa la civile compagnia cristiana non fu immediatamente formata dal Cristo storico, ma dalla Chiesa; e questa, formandola, fu contenuta dalla legge redentrice di tutto fare con l’amorosa economia dei mezzi.

Il mezzo per cui la Chiesa formò la presente società civile, che è detta ed è cristiana, fu l’arte della religione, ossia il culto. Imperocchè le società civili si governano con l’autorità del vero, ma non si adunano se non con l’amore del bello. Il monachismo è la espressione estetica del Cristianesimo: in lui è l’ideale del Cristo, rivestito della forma sensibile di un sociale ordinamento tutto di abnegazione. Questa forma fu la parola del civile apostolato della Chiesa, sola intesa dalle imbarberite turbe; e per lei l’ideale cristiano in ordine al civile assembramento entrò prima nel cuore dei popoli come bello, poi nell’intelletto come vero. All’Italia primamente fu predicata dal monachismo di S. Benedetto; dall’Italia al mondo.

Noi veramente non siamo più barbari: ci basta l’occhio a misurare gli stadî del nostro progresso dal V secolo al XIX; e la matura virilità dei popoli non si con-