Pagina:S. Benedetto al Parlamento nazionale (Tosti).djvu/26

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porto sicuro di pace tra le tenebrose procelle dei secoli selvaggi, domicilio puro e sereno, che prospettando dall’alto il bel paese che lo circonda, sembra invitare gli uomini a mettere in atto la bramata concordia della terra e del cielo. E come nella età rozza il Santuario di Apolline, divenuto tempio del Dio vero, fu gradito albergo delle Muse santificate, e volse a pro de’ mortali la contemplazione e l’azione, il convitto e la solitudine, l’eremo e la cella; così ai nostri giorni, che la coltura di alcuni pende alla irreligione, e la religione di altri rinvertisce alla barbarie, l’illustre Cenobio memore dei suoi principî, insegna col proprio esempio, che gli ordini umani e divini abbisognano gli uni degli altri per crescere e fiorire nè si possono scompagnare senza perdere la loro essenza.... Possano tali esempî trovar molti imitatori, anche fuori d’Italia, e provare al mondo, che la vena fruttificante della religione non è esausta, e che dall’astro conduttore dell’aurora ai popoli Cristiani si può aspettare il meriggio della civiltà. 1 »

Quando parlano le nazioni, sono fatidiche; ogni sillaba un vaticinio: guai a chi la sperde! Con quel saluto l’Italia, nazione, si confessò consapevole del Cristiano ideale, che dalla Chiesa le rinversava nel seno S. Benedetto.

Brievi sempre queste immediate rivelazioni di un ideale, perchè vengono tosto le idee ad informarlo. Il Cristo trasfigurato sul Taborre fu l’ideale della sua gloria: cor-

  1. Del Primato Morale e civile degli Italiani. Avvertenza per la seconda edizione. Bruxelles, 1845, pag. XCI.