Pagina:Saggio di canti popolari veronesi.djvu/26

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

— xxvi —

dizionario Veronese-Italiano ed Italiano-Veronese, alfabetico e sistematico ad un tempo che soddisfi le esigenze del viver nostro, e ci educhi piu facilmente all’uso quotidiano e spedito della lingua comune parlata. Undici anni di cure sono qualche cosa, e le mie raccolte si vanno ogni giorno arricchendo, ma la miniera onde si cavano essendo inesauribile, e siccome in ogni lavoro lo scopo precipuo deve essere non di fare ma di far bene, così per ora non credo avere elementi bastanti a publicare alcun che di completo e giovevole, mancandomi anche il tempo ad affrettarne la incetta ed illustrarli e coordinarli come bisogna perchè non riescano una congerie indigesta di roba senza capo nè coda.

Intanto fra le diverse centinaja di canti popolari che sono riuscito ad adunare, publico questo Saggio che cento soli ne contiene e non sono tutti i meliori: e lo publico perchè tra il fervore che è in ogni dove per simili studi non si creda sieno trascuràti affatto fra noi, e perchè altri se ne invoglino accelerando le indagini che ci torneranno poi di onore e profitto.

In questo Saggio volli comparissero i quattro generi di canti popolari che sono più comuni fra noi, cioè le villotte, le mattinate, le canzonette e le storie, marcando con asterisco quelli della provincia, raccolti quasi tutti nella parte alta di essa, e precisamente nelle valli di Mezzane, Illasi, Pantena e Policella. Segnar l’epoca in cui vennero creàti la è cosa per la massima parte di essi quasi impossible, poichè come si disse di sopra ogni generazione serbandone la essenza ne modifica la forma e li fa comparire moderni. In alcuni puossi scoprire dalle costumanze o dalli oggetti ai quali alludono, oppure dall’argomento che trattano. Per esempio il N. 19 deve aver avuto vita nel Secolo XVIII quando le donne portavano il corsetto o bustino aperto sul davanti, e bellamente allacciato con una stringa intrecciata: il numero 76 dopo il 1474 in cui fu creata da prima la moneta detta il tron: l’81 deve essere delli ultimi tempi, quando cioè da circa venti anni prese voga fra noi la pianta della dalia1: il 91 probabilmente non è di



  1. La Dalia (Dahlia, bot,) è originaria del Messico, e venne così chiamata dallo Spagnolo Antonio Giuseppe Cavanilles che creo il genere nelle classificazioni botaniche dedicandolo a Dahl, naturalista Danese. Di poi Willdenow chia-