Pagina:Saggio di canti popolari veronesi.djvu/27

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molto posteriore all’anno 1561 in cui fu decretata la prima volta dalla Republica di Venezia la coniazione del ducato d’argento, perilchè quello d’oro venne in sèguito distinto coll’unico appellativo di Zecchino. Fra quelli di cui si conosce indubbiamente la eta dell’argomento è il centesimo che è il più antico ed importante della raccolta non solo, ma di quanti corrono tuttavia nell’Italia media e settentrionale, avendo a soggetto un fatto clamoroso dell’epoca Longobarda.

Questa canzone che il popolo conosce per quella di Donna Lombarda narra la tragedia seguìta a Ravenna l’anno 573 dell’Era volgare ad opera di Rosmunda filia di Cunimondo Re dei Gepidi e vedova di Alboino Re dei Longobardi, la quale dopo aver indotto l’adultero suo Elmegiso od Almachilde ad assassinarle il marito, di cui egli era secondo alcuni scudiero e fratello di latte, di fronte alla resistenza del popolo che non volle acclamarla regina fuggì a Ravenna presso l’Esarca Longino dietro le cui scelerate suggestioni tentò avvelenare il nuovo marito; ma accortosi egli dell’inganno la costrinse ad ingollare il rimanente dell’iniqua bevanda, e così morirono assieme.

II Cavaliere Costantino Nigra, attuale ambasciatore d’Italia a Parigi, riienendo che questo e non altro sia l’avvenimento esposto dalla canzone in discorso lo analizza ed illustra con mirabile diligenza ed acume, sviluppandone in modo magistrate li argomenti che a mio vedere non ammettono risposta ed inducono il più perfetto convincimento1 A soffolcere la sua tesi riporta egli tradotto quanto di quella vicenda ne tramandarono Paolo Diacono scrittore della fine del Secolo ottavo (De gest. Lang. lib. II cap. XXIX) ed Agnello Ravennate che scrisse verso l’anno 834 (lib. pont. par. II in vita Petri Senioris — Cap. IV. apud Muratori, Rer. ital. Script. tom. 2) i quali per



  1. Canzoni popolari del Piemonte raccolte ed illustrate dal Cav. Costantino Nigra, e riprodotte nella Rivista Contemporanea di Torino — Vol. XII — Anno VI — 1858 — pag. 16 e successive