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30 racconto quarto

RACCONTO IV.




L’INDIFFERENZA


Carlo era un fanciullo obbediente, studioso, assennato, e viveva contento perchè si meritava l’affetto dei genitori. Fra le sue buone qualità v’era anche la modestia; poichè udendo fare elogi di sè non era capace d’inorgoglirsene, e conosceva di non meritarli. «Se studio volentieri, se obbedisco, diceva egli fra sè, fo il mio dovere, e non credo che debbano lodarmi.» Una sua nonna amorosa gli faceva di quando in quando un regaletto in denari; ed esso gli gradiva molto, e gli riponeva premurosamente in fondo alla cassetta del suo tavolino. Il babbo una volta gli domandò cosa avesse intenzione di fare con quei denari, e Carlo rispose secco secco, gli serbo. Col tempo gliene furono regalati altri, ed egli seguitava a metterli da parte. Spesso a tavola ed in conversazione udiva parlare di poveri e di disgrazie dipendenti dalla miseria, e se ne affliggeva; ma stava zitto, senza darsene poi altro pensiero. Vedeva i suoi genitori fare spesso l’elemosina ai mendicanti; ma pareva che non gli fosse venuta mai l’ispirazione d imitarli. Allora il babbo cominciò a temere che