Pagina:Saggio di racconti.djvu/39

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l’indifferenza 31

quel figliuolo fosse troppo affezionato al denaro, o indifferente ai mali altrui; e disse: «Bisogna ch’io veda se il mio figliuolo è caritatevole. Che disgrazia, se non lo fosse! Cosa gli gioverebbero tutte le altre buone qualità senza questa? La gente non si cura di chi non sa fare il bene quando può.» E aspettò l’occasione di chiarirsi di questo dubbio.

Di lì a non molto seppe che sulla Costa, abitava una donna con tre figliuoli, divenuta povera ed infelice per la morte del marito. Fatto proposito di recarle qualche soccorso, andò a lei col figliuolo. Che spettacolo di miseria! Una donna estenuata, con lacere vesti, il cuore afflitto e le lacrime agli occhi; una stanza terrena, con poca aria, senza mobilia, e con un solo strapunto per tutti; tre fanciullini mezzi nudi, pallidi e stenti... E la povera Vedova, per custodire il marito, s’era ridotta a vendere o ad impegnare ogni cosa: «Ecco qui, diceva ella, per me so adattarmi; ho perso il marito, e ancorachè fossi ricca sarei sempre una disgraziata; ma queste creature innocenti chi le soccorre? Io non ho più nulla da vendere, e guadagno troppo poco per riparare a tutti. Bisognerà che vada a chiedere l’elemosina. Mi consigliano a mettere i figliuoli al Bigallo; ma solamente a pensarvi mi sento morire.» E scoraggita piangeva dirottamente. Il padre di Carlo si studiò di confortarla con parole amorevoli; poi le dette alcuni denari per andare innanzi intanto ch’egli avrebbe pensato a procacciarle qualche altro aiuto, e la lasciò un po’ meno sconsolata di prima. Carlo