Pagina:Saggio di racconti.djvu/84

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76 racconto nono

sì, l’ho detto, ma io sono anche marito e padre; i primi amici, la maggior consolazione di un padre di famiglia sono e la moglie e i figliuoli, ed egli deve dare ogni cosa, la stessa vita, per la loro salvezza. Quindi quei manoscritti m’hanno reso ora il servigio più grande ch’io ne potessi sperare, perchè mi salvano anche l’onore. Non avrei potuto serbarli senza avvilirmi a chieder l’elemosina od a cercare il favore dei grandi. Ma ora questo denaro che pur esso fu un tempo il frutto dei miei lavori mantiene me indipendente, e a te non da altro protettore che il padre tuo. Figlio mio, son lieto, perchè son libero, perchè il sudore della mia fronte rimarrà onorato; e se questo sudore non basterà ai bisogni di una famiglia numerosa, vedi, ecco qui altri manoscritti che potranno aiutarci per lungo tempo. Del resto, confortati, i più pregevoli ci son sempre; e forse rimarranno; sennò saranno gli ultimi ad esser venduti; e dopo essi Dio mi provvederà in altro modo. Del resto ho speranza che le presenti calamità dell’Italia abbiano a diminuire; ed allora le mie fatiche avranno ricompensa migliore. Mi dispiaceva che tu avessi potuto scoprire questo segreto; ma oramai ne son contento perchè così metterò a prova le forze della tua anima; imparerai da me a sostenere le sventure con intrepidezza. Prendi, reca tu stesso queste monete a tua madre; forse le aspetta con incertezza.... qualcuno ha fame, e... ma va, va tu stesso, e confortala a non disperare giammai. Mi affido in te, in te che devi essere la