Pagina:Saggio di rime.djvu/13

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Alessandro Fabri, uno de’ quattro Cancellieri del Senato; uomo per le culte lettere tenuto in grande riputazione, e per la integrità dell’animo caro universalmente. Marianne fra’ suoi dilettevoli studj amò in particolar modo la Poesia; sicchè niuna cosa parea più opportuna potesse a lei accadere che d’aver per marito un così eloquente soggetto, e leggiadro Poeta, a farsi anch’essa in quell’arte perfetta. Nulladimeno l’effetto diede a dividere niuna esservi mai stata fiducia meno fondata di questa. Perchè sebbene egli non si mostrasse avverso ch’ella a poetar si trattenesse, e come conosciuto il buon gusto n’avea, così sovente ciò che le venia fatto con attenzione ascoltasse, e segno desse di compiacersene, pure non vi fu per lui mai tempo, nè piena volontà da pronunziarne su quello il parer suo. Chi ha conosciuto Alessandro, e la sua lentezza in ogni cosa che non era de’ suoi studj, e del ministero, non farà le meraviglie di quanto si vuol qui detto; potendo anzi essere buon testimonio che nulla al vero s’aggiunge, o si toglie. Toccò dunque al suo discernimento, e accuratezza divenir tale, quale or la veggiamo negli scritti lasciatici. Era Alessandro di vent’anni maggior di lei, e come detto è, sol premuroso di compire agli ufficj del suo impiego, così la total cura delle domestiche faccende impose alla diligenza della Consorte, con sanissimo avviso; perchè Marianne sebbene assai giovane, tuttavolta essendo bene educata, e di grande animo, assai

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