Pagina:Saggio di rime.djvu/21

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* xx *

O Voi del Sina nubilose cime,
     Che fra lampi, e terror vedeste un giorno
     L’alto Signor di maestade adorno
     4Scender in voi Legislator sublime;
Le prime leggi, sì, fra voi le prime
     Fur date al buon Mosè, poichè soggiorno
     Fece sull’erta, e giuso al piede intorno
     8(Ah! che il membrarlo sol miei spirti opprime:)
Vedeste, dico il contumace ognora
     Empio Israel, che al Dio de’ Padri suoi
     11Volse le spalle, e a idolatrar fin giunse.
Oh! Nostri giorni, in cui non men d’allora
     La santa Legge vien sprezzata, e a noi
     14Tanta perfidia il cor finor non punse.



TRema, o Satan, l’eccelsa Donna, ond’hai
     Tutto a temere, ora dal Ciel discende,
     E la bell’Alma che il puro aere fende
     4Cinta del mortal velo oggi vedrai.
Questa, sì questa a te, come pur sai,
     L’orrido capo di schiacciar pretende;
     E quì l’orgoglio tuo mal ti difende,
     8Che dal forte suo piè non fuggirai.
Eva non è costei che al menzognero
     Tuo dir si pieghi, e nel fatale inganno
     11Se stessa avvolga, e in uno i figli suoi;
Anzi che illesa del comune, e nero
     Delitto original, del nostro danno
     14Riparatrice Ella sen viene a noi.


Qua-