Pagina:Saggio di rime.djvu/31

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COstei, che un dì pel vaneggiar suo folle
     Cotanto nota in Solima si rese,
     Del Maestro Divin tosto che intese
     4L’opere sante, lui seguir ne volle.
E in rigido cambiando il viver molle,
     Pensò a placarlo delle andate offese;
     Pensollo, e in guisa ad eseguirlo attese,
     8Che fe’ sue caste intenzion satolle.
Perchè sì cara al Nazaren divenne,
     Ch’esser distinta fra gli eletti suoi
     11Ebbe l’onor, ebbe la gloria, e il vanto.
Sclami però chi ad imitar lei venne
     Pria nel fallir, e nel pentirsi poi,
     14O gran poter d’un efficace pianto!




Vergi-