Pagina:Saggio di rime.djvu/37

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

* xxxvi *

DI rose il soglio, ove Regina siede
     L’eccelsa Donna, che fra tutte eletta
     Fu d’esser Madre del Divino Erede;
     4Come di tutte Donne la perfetta.
Cinto di rose ha il bel candido piede,
     Che fe’ del rio Serpente aspra vendetta;
     Rose la mano che grazie concede;
     8Rose la veste, non di colpe infetta.
O voi, che giornalmente ad essa offrite
     Ghirlande fresche di sacrate rose,
     11Felici! che da lei non v’aspettate?
Regna in Ciel, regna in Terra. Or via seguite
     Vostro lavoro, e sien quelle pompose
     14Di Fè, di Spè tessute, e Caritate.



CRisto Signor, per quel che un dì spargesti
     Sangue nel Tempio pria, quindi sul Monte,
     Pel diadema di spine, cui la fronte
     4Cinger fra duri scherni ti vedesti;
Per la Croce, e per l’altre che volesti
     Pene soffrir, e gravi oltraggi, ed onte;
     Per la tua Madre che di grazie è fonte,
     8E a cui nulla negar unqua sapesti:
Non lasciar di esaudir nostra preghiera.
     E tu, Vergin, ricorda a lui quel seno,
     11Ove Bambino d’abitar gli piacque.
Togli, togli da noi le macchie nere
     Dell’atra colpa, e a noi fa dolci sieno
     14Que’ strazj, come a lui, pe’ quali nacque.



Dun-