Pagina:Saggio di rime.djvu/45

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* xliv *

Oh! lei felice, oh! lei beata appieno,
     Che al Mondo ingannator volse le spalle,
     E benchè lungi dal materno seno
     28Tener seppe il cammin del dritto calle;
     E a’ profani pensier già posto il freno,
     Passa i suoi giorni in questa oscura valle
     Quasi Angioletta in mortal velo avvolta,
     32D’ogni inciampo terren libera, e sciolta.
Ah! tu dal ciel la benedisci intanto,
     Ch’ella vola a compir la bella impresa.
     E tu, Vergine, che il nuzial manto
     36Vestisti, e al Nazaren cara sei resa,
     In quella che ne adempj il rito santo,
     Guarda con teco aver la lampa accesa;
     E va poi lieta ad incontrar lo Sposo
     40Che ti attende all’Altar fido, e amoroso.
Nè già temer di tre nemici alteri
     Il bieco guardo, ed il crudel sembiante,
     Sien pur quant’esser ponno iniqui, e fieri,
     44Non temer, sendo al tuo Signor costante.
     Quando t’affidi a lui, quando in lui speri,
     Lo stuolo empio vedrai d’orror tremante
     De’ sacri voti all’esibir tuo solo
     48Giù negli Abissi rintanarsi a volo.
Portati col pensier là in Terebinto
     U’ il Filisteo Gigante urta, e fracassa,
     Che tutto lo Israel ne ha già respinto;
     52E l’atterrisce, e senza speme il lassa.
     Già crede lui vedere in ceppi avvinto,
     Dappoichè in mole ogni uomo oltre sorpassa,
     Come i minori poggi altero monte,
     56Che le nubi minaccia colla fronte.



Sce-