Pagina:Saggio di rime.djvu/53

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

* lii *

So che dell’alme grandi
     Questo è pregio, ed il sai,
     Cui tu, qualunque e’ sia,
     64Però a invidiar non hai.
Ma a non esserti grave
     De’ miei carmi col suono,
     Ti chiederò quì scusa,
     68E a lor darai perdono.
Dunque il buon cuore accetta,
     Come affabil ne sei,
     E ti sia caro insieme
     72Chi mosse i versi miei.
Non miglior potev’egli
     Trovar ad essi obbjetto,
     Questi esprimon la gioja
     76Che ci trabocca in petto.
Te di morte vedere
     Dalla mano rapita
     Chiunque ne consola,
     80E applaudesi a tua vita.
Così cent’anni almeno
     Ti lasci il ciel pietoso
     La Patria a far lieta,
     84De’ poveri a riposo.
E tu, se bene umile,
     Canzone, a lei ti porta,
     La priega di mercede,
     88E in essa ti conforta.



IN-