Pagina:Salgari - Duemila leghe sotto l'America - Vol. II.djvu/45

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il vulcano 43


trachitiche; tal'altra invece mostravano rocce traforate e sventrate, coperte di rivi di lava, di enormi pietre e di porfiro fuso, spesso spaccate per lunghi tratti, forse da qualche violenta convulsione del suolo.

L'ingegnere che le osservava con viva curiosità, ad un certo punto mostrò ai compagni una spaccatura immensa nella quale si erano accumulate in quantità straordinaria le lave.

— Quella spaccatura metteva un tempo in qualche vulcano, disse.

— Ma là vi sono almeno mille metri cubi di lava, disse Morgan.

— Non lo crederò mai, disse Burthon.

— E perchè? chiese sir John. Credi tu che un vulcano non sia capace di vomitare mille metri cubi di lava?

— Sono molti mille, signore.

— Sono pochi per un vulcano. Qualche volta ne vomita dei miliardi.

— Dei miliardi!

— Dei miliardi, Burthon. Nel 1669 l'Etna, un vulcano della Sicilia, vomitò mille milioni di metri cubi di lava; nel 1840 un altro vulcano, il Kalauea che sorge nell'isola di Hawaï vomitò un torrente di rocce liquide lungo sessanta chilometri e largo venticinque. Tale massa fu stimata non inferiore ai cinque miliardi e mezzo di metri cubi! Capisci, Burthon, cinque miliardi e mezzo di metri cubi.

— Per Bacco! Che vomitata!

— Ma ce n’è un altro vulcano, lo Skapta-Iokul che sorge nell'Islanda. Questo mostro non vomitò ma si spaccò a metà versando due torrenti di rocce fuse, uno dei quali riempì una valle intera che era lunga ottanta chilometri e larga venti-