Pagina:Salgari - Gli scorridori del mare.djvu/170

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d’occhio la galleria, facendola più profonda. Banes però, non essendo del tutto tranquillo, talvolta interrompeva il lavoro per uscire e guardare all’intorno, temendo che gli uomini di guardia potessero udire i sordi colpi dei picconi.

Quando cominciò ad albeggiare, essi abbandonarono la galleria, turarono l’entrata con alcuni macigni onde nasconderla agli occhi dei loro compagni e tornarono, senza esser veduti, al forte.

Durante il giorno si unirono ai loro compagni, e lavorarono pel riparo della muraglia e venuta la sera tornarono alla loro galleria, approfondendo lo scavo di due altri metri.

Per quattro giorni continuarono a batter la roccia, senza essere scoperti ed internandosi sempre più nelle viscere della rupe.

Verso le tre del quinto giorno, mentre Banes e Bonga attraversavano nel forte la stanza delle armi, furono avvicinati da un marinaio, il quale dopo essersi assicurato che nessuno lo spiava, disse:

– Banes non sai nulla?

– Di che cosa? – chiese il brasiliano.

– Della congiura che si trama contro il capitano. Siamo stanchi di lui; egli abusa troppo della sua autorità. Vuoi essere dei nostri?

– Conta su di me. Quando deve scoppiare?

– Fra tre giorni.

– Chi sono i capi?

– I due terzi ufficiali.

– Al momento opportuno sarò con voi – disse Banes con leggiera ironia. – Addio.

Venuta la notte Banes e Bonga si ritrovarono nella galleria e lavorarono con ansia febbrile. Bisognava assolutamente giungere alla polveriera prima che la rivolta scoppiasse.

La notte successiva s’accorsero che di passo in passo che s’internavano nella galleria, la vôlta risuonava come fosse vuota.

– Poca roccia ci separa ancora – disse Banes, tergendo il sudore che gl’inondava la fronte.

– È vero, la crosta diviene più sottile – rispose il negro. – Continuiamo, Banes.

Per tre ore quei due uomini di ferro batterono la roccia con febbrile impazienza, eccitandosi l’un l’altro, mentre la crosta andava assottigliandosi.

Verso le due del mattino la volta si spezzò e i due lavoranti, dopo aver allargato il buco, entravano in una stanza oscura e fredda.

– La polveriera! – esclamarono entrambi.