Pagina:Salgari - Gli scorridori del mare.djvu/34

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– Avanti – comandò brevemente egli.

La colonna riprese le mosse e s’immerse nell’acqua.

Attraversato il fiumicello e risalita la riva opposta, i negri si arrestarono ancora, osservando il suolo.

– Vi sono qui delle orme umane – dissero al secondo che li interrogava.

– Sono numerose?

– Una ventina d’uomini sono passati di qua.

– Da molto tempo?

– Da ieri sera – rispose il nero, poi spingendo lo sguardo più lontano, indicò al secondo un cadavere steso fra le fitte erbe.

– Un morto?

– E colla gola staccata da un colpo di scure. La banda che è passata di qui, deve essere composta di schiavi.

– Diamo loro la caccia?

– Sarebbe tempo sprecato. Essi hanno un vantaggio di dodici ore su noi. È meglio che ci occupiamo di Bonga.

– Hai ragione – rispose il secondo. – Andiamo avanti.

Camminavano da circa una mezz’ora, quando i negri tornarono ad arrestarsi.

Il secondo si avvicinò e chiese loro cosa significava quella seconda fermata.

– Il villaggio – rispose un negro accennando alcune punte rosse che apparivano a trecento passi al di là di una piccola foresta.

Il secondo si volse verso i marinai, dicendo:

– Ci siamo. Domani mattina al levar del sole attaccheremo il villaggio – indi volgendosi verso due negri, ordinò loro di andare ad esplorare i dintorni.

I due guerrieri non se lo fecero ripetere, e strisciarono in direzione del villaggio, scomparendo fra le erbe.

Mezz’ora dopo erano di ritorno. Bonga era ancora ad Upalè assieme a centocinquanta dei suoi guerrieri.

– È molto fortificato il villaggio? – chiese il secondo.

– No, è difeso solamente da una palizzata.

Il secondo respirò e avvolgendosi nella sua coperta, rispose:

– A domani, all’alba.

La notte passò tranquilla e ai primi raggi del sole l’intera banda era in piedi, coi fucili carichi e pronta ad avventarsi all’assalto. Il secondo divise il suo drapello in due gruppi e diede l’ordine di circondare il villaggio e di avvolgerlo in una rete di fuoco.

I marinai con passo rapido si spinsero sino alle palizzate senza essere stati scorti, circondando l’intera borgata.

Quasi subito delle grida di spavento risuonarono fra le capanne, ma un istante dopo circa duecento guerrieri, guidati da un negro di statura gigantesca ornato di penne e di anelli di bronzo, si slanciavano