Pagina:Salgari - Gli scorridori del mare.djvu/36

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libere, mandavano incessanti lamenti. Il capo era stato posto sotto la sorveglianza speciale di quattro marinai.

Era esso un negro superbo, alto sei piedi e dotato di una forza erculea. Quantunque vinto, marciava a testa alta, guardando fieramente i marinai; quando poi scorgeva il secondo, i suoi occhi lanciavano lampi di cupa collera.

Giunta la notte furono accesi i fuochi e quattro altri buoi caddero ancora sotto i coltelli dei marinai.

Numerose sentinelle furon disposte attorno al campo per impedire la fuga di quei numerosi prigionieri.


5.

IL CARICO DI CARNE UMANA


La notte passò senza incidenti. I negri non avevano fatto alcun tentativo per sbarazzarsi dei legami; parevano si fossero ormai rassegnati alla loro triste sorte. Neppure il fiero Bonga aveva osato ribellarsi ai suoi guardiani. D’altronde la fuga sarebbe stata impossibile perché i marinai avevano circondato tutto il campo e accesi numerosi fuochi per sorvegliare le vicinanze.

All’indomani, ai primi albori, la lunga carovana si rimetteva in marcia, aprendosi penosamente il passo fra fitte boscaglie irte di piante spinose che facevano tribolare assai i poveri negri.

Fra quei macchioni giganteschi, la sorveglianza diventava difficile poiché poteva riuscire facile ai negri di celarsi fra quei folti. I marinai erano perciò divisi in vari drappelli, e percorrevano senza posa i fianchi della colonna.

Quelle precauzioni erano però inutili. I negri non manifestavano nessuna intenzione di cercare la libertà, non ignorando d’altronde che le palle dei fucili li avrebbero facilmente raggiunti anche in mezzo ai boschi.

I marinai, per meglio terrorizzarli, li caricavano di legnate ogni qualvolta rallentavano la marcia o si permettevano di protestare. Anche il secondo, armato di uno scudiscio, si divertiva a dispensare frustate a tutti, imprecando orribilmente.

Il capo negro, vedendo maltrattare i suoi sudditi fremeva di rabbia e di tratto in tratto lanciava sguardi feroci sui marinai e soprattutto verso il secondo. Vi fu anzi un istante che fece un balzo innanzi come volesse lanciarsi su di lui, poi frenandosi tornò a camminare e si accontentò di stringere i suoi poderosi pugni.

Il secondo vide l’atto, allungò il passo e mettendosi a fianco del prigioniero gli disse con voce beffarda:

– Capo, cosa ne dici dei miei uomini? Non ti sembra che siano più valenti dei tuoi guerrieri che non seppero difenderti?