Pagina:Salgari - Gli scorridori del mare.djvu/44

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se si trattava d’un semplice legno mercantile o d’un formidabile legno da guerra.

Tutti rattenevano il respiro, tutti i cuori palpitavano.

Finalmente il capitano staccò il cannocchiale.

– Dunque? È un incrociatore? – domandarono simultaneamente tutti i marinai.

– La distanza è troppa per sapere se quel veliero è un vascello da guerra – disse il capitano. – Se è un buon legno, non tarderemo a conoscerlo meglio.

– E intanto che cosa faremo? – domandò il secondo.

– Per ora aspettiamo. Se abbiamo da fare con un incrociatore, non tarderà a darci la caccia.

– Io intanto vado in crocetta per cercare di conoscere la portata di quel vascello – disse il secondo inerpicandosi su per le griselle.

La maniera per conoscere la grandezza di un vascello, di cui non si vede che l’alberatura, è una cosa facilissima e semplice. Quando stando sul ponte, si scorge il totale dei pappafichi di un bastimento segnalato, allora si sale in crocetta del proprio bastimento e di là si guarda.

Se da quell’altezza si scorge il ponte del vascello nemico, vuol dire che è della medesima grandezza; se invece non si scorge, allora sarà più grande, poiché avrà un’alberatura più alta; se invece si scorgono il ponte, il corpo del vascello e la sua linea d’acqua, vuol dire che e più piccolo avendo un’alberatura più bassa.

Questo sistema si basa sul principio, che i bastimenti di egual portata, hanno alberatura di egual altezza.

Il secondo aspettava che l’alberatura fosse visibile, e che il capitano dalla coperta, lo avvisasse che si scorgevano le crocette del veliero segnalato.

Passò un quarto d’ora durante il quale i marinai rimasero immobili ai loro posti, fissando la vela che lentamente ingrandiva. Ad un tratto il capitano con voce vibrante gridò:

– Le crocette!

Il secondo lanciò un sguardo sul vascello segnalato; e tosto con voce allegra gridò:

– Evviva! Si vede il ponte, la linea d’acqua e al di là l’oceano.

Un grido di gioia risuonò a bordo del negriero: il bastimento che si avvicinava era più piccolo.

Tutti però rimasero ai loro posti; il vascello, che pareva un rapido camminatore, guadagnava sensibilmente e ingrandiva a vista d’occhio.

Quella scoperta inattesa fece meravigliare il capitano, il quale fu tosto colpito da una serie di sinistre riflessioni e finì per convincersi che quel bastimento dovea esser un incrociatore. Un vascello mercantile non avrebbe navigato direttamente verso la Garonna né con tanta rapidità.

Passò un’altra mezz’ora, poi il capitano volse ancora il cannocchiale verso quel veliero sospetto e per alcuni istanti lo guardò fissamente.

D’un tratto la sua faccia assunse una grave espressione, e staccando il cannocchiale, e volgendosi verso l’equipaggio disse con voce inquieta:

– Quel vascello è un brick da guerra; ho scorto la fiamma rossa ondeggiare sulla cima dell’albero di maestra.

– Un incrociatore? – chiesero i marinai con una certa ansietà.

– Lo temo – rispose il capitano puntando nuovamente il cannocchiale.

L’equipaggio guardava pure attentamente quelle vele che ingrandivano sempre più. L’alberatura ormai era interamente visibile, perché il brick navigava già a circa sette miglia di distanza.

– Ci corre addosso – dissero i marinai.

– È un incrociatore, – rispose Solilach, – esso si prepara a darci la caccia.

– A quale nazione appartiene? – domandò l’ufficiale.

– Aspettate – disse il secondo puntando alla sua volta l’istrumento. – Sì, la bandiera rossa sventola sul corno; è inglese al pari di me e bene armato. Se non m’inganno deve avere almeno dieci cannoni ed un centinaio d’uomini. Sono certo di non ingannarmi; deve essere il Cape-Town.

– Il Cape-Town! –