Pagina:Salgari - Gli scorridori del mare.djvu/56

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– Una volta sul ponte si lanceranno contro di noi, e ci strangoleranno.

– Baie! Voi vedete tutto nero – disse il capitano con accento sempre beffardo.

– Vi dico che si ribelleranno.

– Come volete che dieci uomini ne strangolino quaranta?

– Temo che vi facciano qualche brutto giuoco; ve ne pentirete. Eh capitano! Voi non conoscete ancor bene quei dannati negri, figli di una razza maledetta.

– Liberate dieci negri, compreso Bonga – disse il capitano, volgendosi verso le due sentinelle che aspettavano i suoi ordini.

– Anche Bonga! – esclamò il secondo con accento di odio. – Sia pure; io vado a prendere le mie precauzioni!

E salì sul ponte, seguìto dal capitano che sorrideva malignamente.

Cinque minuti dopo, i negri liberati, vennero a gettarsi ai piedi del capitano, il quale sorrideva nello scorgere il fiero Bonga che lanciava sul secondo, il quale s’era armato di due pistole, lampi di cupa collera.

I negri si misero poi a danzare attorno al capitano, gridando e agitando pazzamente le braccia, poi si misero a spiccare salti prodigiosi, indi si aggrapparono alle sartie e alle griselle, e cominciarono a inerpicarsi sugli alberi, chiamandosi a vicenda e ridendo come fanciulli in vacanza.

Solo Bonga, più fiero di loro, passeggiava in silenzio su e giù pel ponte, aggrottando le ciglia ogni volta che passava dinanzi al secondo. Dopo un’ora di libertà il capitano ordinò che gli schiavi venissero di nuovo incatenati e che se ne liberassero altri dieci.

Allorquando i negri videro che si tornava a incatenarli, divennero cupi e taciturni, però si lasciarono condurre nel frapponte senza protestare. Anche Bonga si era lasciato incatenare senza dire verbo.

– Cosa dite, signor Parry? – domandò Solilach sorridendo. – Vi hanno forse strangolato?

Il secondo si morse le labbra con dispetto e disse:

– Essi lo avrebbero di già fatto, se non fossero stati spaventati dai due cannoni del cassero.

Il capitano scoppiò in una sonora risata, e rivolse la sua attenzione agli altri dieci schiavi liberati.

Anche questi, come i primi, avevano cominciato ad inerpicarsi sino al pomo degli alberi, salendo e discendendo per i paterazzi come vere scimmie, ridendo e schiamazzando.

Dopo quel secondo drappello, il capitano fece liberare quaranta donne in un colpo solo.

– Spero che non avrete paura di loro, sebbene sieno in quaranta – disse il capitano volgendosi verso il secondo.