Pagina:Salgari - Gli scorridori del mare.djvu/73

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search


– Mille o niente. Se non volete accettare, troverò degli altri compratori alla Giammaica.

– Sia pure; non vogliamo disputare per alcuni miserabili dollari.

– Quanto le donne?

– Ottocento né più né meno.

– Novecento o sono mie – disse Solilach recisamente.

– Non vi daremo un dollaro di più – esclamò il più giovane.

– Ed i fanciulli? – chiese ancora il capitano.

– Centocinquanta.

– Niente affatto. Troverò dovunque dei compratori a duecento.

– Vada – disse il più vecchio, seccamente. – Come volete esser pagato? Oro o tratte di banca?

– Preferisco l’oro – disse il capitano.

I due compratori si alzarono e tornarono sul ponte seguìti dal capitano.

Giunti in coperta i fratelli Charmel mandarono un fischio: tosto quattro negri della canoa salirono sulla nave, portando con loro due sacchi assai pesanti.

– Portateli nel quadro – disse uno dei piantatori.

Tutti e tre poi tornarono nella cabina, mandarono via i negri e aperti i due sacchetti ripieni di monete d’oro cominciarono a fare il pagamento.

Mezz’ora dopo il capitano, rinchiuso in un forziere il suo milione, prezzo dei trecento schiavi, diede ordine ai marinai di cominciare lo sbarco.

Le sei lance di bordo furono caricate di negri, sei marinai armati presero posto in ognuna di esse, e remigarono verso la costa, ove li consegnarono agli agenti dei due compratori.

In due viaggi i trecento schiavi furono sbarcati sulla spiaggia. I due piantatori, che avevano assistito senza batter ciglio allo sbarco, strinsero la mano al capitano, lo avvisarono che il giorno seguente un altro compratore sarebbe venuto a trovarlo, poi discesero nella loro canoa e presero il largo.

– Avete fatto un buon affare, capitano? – chiese l’ufficiale, avvicinandosi a lui.

– Ho ricevuto un milione di lire – rispose Solilach che era di buon umore.

– E gli altri duecento schiavi a chi li venderete?

– Ad un brasiliano che verrà a visitarci domani sera. Buona notte; vado a dormire.

La sera seguente, capitano e marinai, per la seconda volta si misero in vedetta, per attendere il solito segnale.

Verso la mezzanotte un fuoco brillò sulla collina, il capitano vi rispose collo specchio, poi attese, sulla cima della scala, che il secondo compratore salisse a bordo. Una mezz’ora dopo una lancia