Pagina:Salgari - I naviganti della Meloria.djvu/146

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– Sì – rispose questi.

– Come fare per raggiungerlo? Cercate un mezzo, dottore.

– Non ci rimane che gettarci a nuoto; ma vi è un grave pericolo per noi.

– Quale?

– Di smarrirci. Chi ci assicura che Roberto possieda parecchi altri zolfanelli? Senza un qualche punto luminoso che ci serva di guida, non potremo mantenere la buona direzione.

In quell'istante altri due lampi balenarono in direzione della galleria. Cosa volevano significare quei nuovi spari?

Volevano richiamare l'attenzione del dottore e dei suoi due compagni o avevano qualche altro scopo?

– Cosa fare? – si chiese il dottore perplesso. – Domanda una risposta o cosa?

– Devo scaricare altri colpi? – chiese padron Vincenzo.

– Uno ancora, poi vedremo.

Il lupo di mare obbedì, ma quello sparo rimase senza risposta.

– Un altro – disse il dottore. – Roberto deve avere ancora una cartuccia.

Una seconda detonazione rimbombò destando gli echi della miniera, e non ebbe miglior successo. Roberto non diede segno di vita.

– Cosa dite, dottore? – chiese padron Vincenzo stupito per quel silenzio.

– Che comincio a sperare – rispose il signor Bandi. – Se Roberto non risponde vuol dire che si trova in acqua.

– Che nuoti verso di noi?

– Lo suppongo. Badate che la lampada non si spenga.

– C'è ancora dell'olio – rispose Michele. – Ne avremo per qualche ora.

– E dopo? – chiese padron Vincenzo, tergendosi il freddo sudore che gli bagnava la fronte. – Che cosa sarà di noi, quando la luce verrà a mancarci?

– Pensiamo a Roberto per ora – disse il dottore con un sospiro. – Poi... chissà... confidiamo in Dio! Silenzio! Ascoltiamo!

Curvi sulla roccia, cogli orecchi tesi, attendevano ansiosamente qualche nuovo segnale da parte del giovane pescatore. Disgraziatamente il fragore della fiumana rendeva quasi impossibile l'udire il rumore prodotto da un nuotatore.

Passarono alcuni momenti d'ansietà inenarrabile, poi padron Vincenzo, impotente a frenarsi, lanciò tre tuonanti, chiamate:

– Roberto! Roberto! Roberto!

Poco dopo, una voce ancora lontana che pareva uscisse dalle acque, rispose:

– Vengo!

– È lui! – urlarono Michele e padron Vincenzo.

– Sì, è la voce di Roberto – confermò il signor Bandi.

– Egli viene nuotando.