Pagina:Salgari - I naviganti della Meloria.djvu/168

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Aspettiamo per vedere se le scosse si rinnoveranno poi ce ne andremo.

– Mi pare che l'acqua si tranquillizzi – disse padron Vincenzo. – Fra una mezz'ora tutto sarà finito.

– Può avvenire un'altra scossa, Vincenzo.

– Non odo più alcun boato.

– Non fidiamoci. Intanto visiteremo meglio la stiva della galera.

– Cosa sperate di trovare?...

– Qualche lampada o qualche torcia. È impossibile che non ve ne siano.

– Andiamo, dottore. Vi sono qui delle funi incatramate che ci serviranno pel momento.

– Che Michele e Roberto rimangano qui a vegliare e ad alimentare il fuoco. Badate però che non scoppi qualche incendio.

– Contate su di noi, dottore – risposero i due pescatori.

Il signor Bandi ed il pescatore scesero nella stiva cominciando le loro ricerche.

La cosa non era però facile essendovi molti materiali che bisognava smuovere e moltissime botti parte semivuote ed altre piene di cemento e di calce.

Il dottore e padron Vincenzo, prima di accingersi a quella difficile e faticosissima impresa, passarono nel quadro di poppa, pensando che là forse avevano maggiori probabilità di trovare qualche lampada o qualche cosa di simile.

Le cabine erano tutte sottosopra e del pari ingombre di materiali, di vanghe, di zappe, di casse sfondate e di botti sventrate.

Guardarono in alto, sperando di veder pendere qualche lampada, inutilmente però. Una parte del soffitto era caduto e forse i lumi s'erano spezzati od erano stati portati via dai lavoranti della galleria.

– Per centomila merluzzi!... – esclamò padron Vincenzo. – È una cosa incredibile!... Che facessero a meno dell'illuminazione quegli uomini? Bah!... Rimedieremo egualmente, dottore.

– In quale modo?

– Non sentite questa puzza di catrame?

– Sì.

– Vi deve essere qualche barile, dietro a quei sacchi.

– E cosa vorresti farne?

– Per Bacco!... Si mette dentro una fune e si accende. Invece d'una lampada avremo un piccolo sole.

Rimosse i sacchi e allungò lestamente le mani levando trionfalmente due secchie di metallo ripiene di catrame.

– Ecco due lampade superbe – disse. – Abbiamo quindici o sedici chilogrammi di materia ardente che ci procurerà una bella luce.

– Vi sono altre secchie, Vincenzo?

– No, dottore. Ritengo che queste ci basteranno per giungere fino al golfo di Spezia.

– Sì, se non troviamo degli ostacoli.

– Quali, signor Bandi.