Pagina:Salgari - I naviganti della Meloria.djvu/186

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ad un enorme cumulo di rottami addossati alla parete, credettero di udire una voce lontana.

– Qualcuno ci ha chiamati! – esclamò il dottore, mentre il cuore gli balzava per la emozione. – Sì, non mi sono ingannato! Era una voce umana!

Padron Vincenzo spinse la zattera verso quei rottami poi entrambi si misero in ascolto.

Una voce, che pareva venisse da sotto terra e debolissima, aveva gridato:

– Dottore!

– Sono essi! – esclamò padron Vincenzo, con un urlo di gioia suprema. – Dottore, ci chiamano!

– Ma dove sono?

– Forse dinanzi a noi.

– Rispondiamo!

– Andiamo più innanzi dottore, così ci udranno meglio.

Allontanò la zattera, lasciando che la corrente la trasportasse, ma dopo due o trecento passi s'accorse che le chiamate, invece di diventare più distinte si affievolivano.

– Dottore! – esclamò, fermando nuovamente la zattera verso la riva. – Dove sono essi? Non si ode quasi più la loro voce eppure abbiamo guadagnata una notevole distanza.

– È quello che avevo notato anch'io.

– Allora non sono dinanzi a noi!

– Vincenzo, ritorniamo.

– Potremo vincere la corrente?

– Ci aggrapperemo alle asperità delle pareti.

– Udite come la voce di Michele è fioca?

– Sì, Vincenzo.

– E anche quella di Roberto?

– Si ode appena, ora, eppure devono gridare con quanto fiato hanno nei polmoni. Spingete, Vincenzo, io cercherò di aiutarvi meglio che potrò.

Fortunatamente le pareti del canale non erano lisce, quindi il dottore poteva aggrapparsi alle sporgenze e cacciare le dita nelle numerose fessure ed aiutare la difficile manovra del lupo di mare.

Adagio adagio, essendo sempre la corrente violentissima, la zattera rimontava accostandosi all'ammasso di rocce che si era addossato alla parete di destra.

Padron Vincenzo spingeva rabbiosamente, puntando il pennoncino sui rottami che emergevano dovunque nel canale.

Le grida di Roberto e di Michele erano cessate, però il dottore era ormai certo di essersi accostato al luogo dove si trovavano rinchiusi.

Quando giunsero dinanzi alle rocce che formavano una piramide immensa, la quale si appoggiava contro la parete, padron Vincenzo, che non poteva più trattenersi, mandò un grido tuonante: